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Svizzera
La Svizzera esce dal nucleare
Redazione
15 anni fa
Lo ha deciso il Consiglio federale per 4 voti - quelli delle quattro ministre - a 3

Il Consiglio federale - per 4 voti a 3, con le quattro ministre Doris Leuthard, Micheline Calmy-Rey, Eveline Widmer-Schlumpf e Simonetta Sommaruga compatte in favore dell'abbandono - ha deciso, nella seduta di clausura odierna, di abbandonare gradualmente l'energia nucleare. Le centrali nucleari esistenti dovranno essere disattivate alla fine del loro ciclo di vita e non saranno sostituite. L'ultima a chiudere i battenti sarà quella di Leibstadt nel 2034.Per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico, il Consiglio federale, nel quadro della nuova strategia energetica 2050, pure decisa nella seduta di clausura, fa affidamento su un maggior risparmio energetico, sul potenziamento dell'energia idroelettrica e delle nuove energie rinnovabili e, se necessario, sulla produzione di energia elettrica a partire da combustibili fossili e sulle importazioni.Il primo reattore che sarà spento sarà quello di Beznau I nel 2019, seguito da Beznau II e Mühleberg nel 2022. La centrale di Gösgen sarà chiusa nel 2029. PS soddisfatto, ma 50 anni sono troppi Il Partito socialista ritiene che la decisione del Consiglio federale di uscire progressivamente dal nucleare sia una buona cosa. Per il PS la speranza di vita di 50 anni accordata alle centrali atomiche è però troppo elevata, in particolare per gli impianti di Mühleberg e Beznau I. Per i socialisti i numerosi problemi riscontrati in queste due centrali implicano una loro chiusura anticipata. Verdi contenti I Verdi si rallegrano della decisione del Consiglio federale. Come i socialisti, anche gli ecologisti ritengono che lasciare in vita le centrali per 50 anni sia troppo, in particolare per Mühleberg e Beznau. I Verdi chiedono ora al governo di confermare la decisione presa modificando la legge sull'energia nucleare senza attendere la decisione del parlamento. Le camere dovrebbero da parte loro fare un passo in più e accelerare l'abbandono dell'atomo. In una nota, il partito spiega che avrebbe preferito l'opzione che prevedeva l'abbandono anticipato del nucleare. La decisione odierno del governo non incoraggia infatti il settore a investire nell'efficienza energetica e nelle rinnovabili. "La necessaria riconversione del settore sarà così inutilmente ritardata", affermano i Verdi.PLR: decisione "ambigua" La decisione del Consiglio federale è "ambigua". È l'opinione del Partito liberale-radicale (PLR) che approva la decisione di non costruire nuovi impianti con la tecnologia esistente. Il partito avrebbe però voluto che il governo non chiudesse la porta alle future nuove tecnologie. Il PLR chiede anche una votazione popolare che dovrebbe tenersi tra una decina d'anni. Il popolo deve potersi pronunciare con cognizione di causa, in particolare per quel che concerne l'approvvigionamento energetico e i progressi tecnologici, scrive il PLR in un comunicato.UDC: decisione affrettata e irresponsabileLa decisione del Consiglio federale è "affrettata", afferma l'Unione democratica di centro (UDC): avrà ripercussioni sull'economia e per le famiglie dato che comporterà un forte aumento delle tariffe. Per il partito ci saranno anche problemi di approvvigionamento. Le imprese e i consumatori necessitano di energia in quantità sufficiente e prezzi modici. L'UDC non vuole rinunciare al nucleare senza disporre di scenari realistici sull'approvvigionamento energetico futuro. Senza un piano che spieghi come rimpiazzare le capacità che verranno a mancare, l'abbandono del nucleare è assolutamente irresponsabile, sostiene l'UDC. Economiesuisse: approvvigionamento in pericolo"La decisione odierna del Consiglio federale mette in pericolo la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico della Svizzera". È quanto afferma Economiesuisse che non esita a parlare di d

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