
La Svizzera è un partner affidabile nell'aiuto allo sviluppo, ma dovrebbe aumentare le risorse finanziarie impegnate in questo settore e compiere ulteriori sforzi di comunicazione per guadagnarsi un maggior sostegno nell'opinione pubblica. Lo afferma un rapporto presentato oggi a Berna dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico in Europa (OCSE).
L'esito del nuovo esame eseguito ogni cinque anni dal Comitato di aiuto allo sviluppo dell'OCSE è generalmente positivo. Secondo gli esperti, i partner della Svizzera apprezzano la competenza, prevedibilità e la flessibilità del sostegno garantito dalla Confederazione.
Una serie di raccomandazioni incluse nel documento intendono fare in modo che la Confederazione migliori ancora di più il proprio sostegno a questo settore. In particolare, la Svizzera dovrebbe ripristinare il suo impegno a destinare lo 0,5% del reddito nazionale lordo all'aiuto pubblico allo sviluppo. Questa promessa è stata mantenuta tra il 2014 e il 2016, ma il bilancio allegato al messaggio 2017-2020 prevede solo lo 0,48%. Nel 2017 il livello si è addirittura ridotto allo 0,46%.
L'aiuto pubblico allo sviluppo è al momento sotto pressione allo scopo di limitare l'immigrazione irregolare, osserva il comitato. Tuttavia, un programma volto a prevenire l'immigrazione piuttosto che a promuovere lo sviluppo sostenibile del Paese partner potrebbe danneggiare la reputazione della Svizzera.
Gli esperti raccomandano l'introduzione di provvedimenti per garantire che i programmi elvetici in questo settore rimangano incentrati su investimenti a lungo termine destinati alla riduzione della povertà. È quindi necessario promuovere un nuovo discorso sulla cooperazione allo sviluppo e sul suo ruolo nel promuovere la prosperità comune.
L'azione della Svizzera coinvolge 54 Paesi prioritari, ma in quasi la metà di essi la Svizzera non figura tra i primi dieci donatori. Questa dispersione, secondo gli esperti, può limitare la visibilità della Svizzera e ostacolare un sostegno efficace.
La recente decisione del Consiglio federale di riorientare il prossimo messaggio su quattro regioni prioritarie è un passo avanti verso una maggiore concentrazione. Mentre il paese sviluppa il suo approccio regionale, dovrebbe spiegare la logica soggiacente e illustrare come intende attuarla per rafforzare l'impatto del suo impegno.
Berna è inoltre invitata ad analizzare ulteriormente l'impatto delle sue politiche nazionali sui Paesi in via di sviluppo. Eventuali incoerenze dovrebbero essere evidenziate e discusse in seno al governo, ma anche nell'opinione pubblica.
Gli esperti raccomandano inoltre all'amministrazione di integrare ulteriormente la parità di genere e la governance nei suoi interventi.
La Svizzera si è dotata di meccanismi adeguati per garantire la qualità dell'aiuto. Tuttavia, l'aumento della quantità di informazioni da fornire aumenta l'onere amministrativo per chi gestisce i programmi e riduce il tempo a disposizione per migliorare i progetti. Anche qui sussistono margini di miglioramento.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

