
Ha tenuto tutti con il fiato sospeso l'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa. Dopo un pomeriggio di suspence ecco che finalmente si delinea il risultato definitivo.
L'iniziativa è stata accettata dalla popolazione svizzera con il 50.3% di sì. A fare la differenza sono stati gli utlimi due cantoni scrutinati, Berna e Zurigo.
Il Consiglio federale afferma che "il responso delle urne riflette il malessere per la crescita demografica degli ultimi anni". L'accettazione dell'iniziativa porta a un cambiamento della politica migratoria svizzera, e il Consiglio federale promette che avvierà "senza indugio i lavori di attuazione della decisione popolare", intavolando colloqui con i competenti organi dell'UE e i loro Stati membri al fine di discutere i prossimi passi e l'avvio di negoziati.
Per quanto riguarda gli altri due oggetti in votazione il risultato è stato netto: l'esito è stato negativo per l'iniziativa sull'aborto, con il 70% di no, e positivo per il finanziamento dei progetti ferroviari, con il 62% di sì.
Intanto giungono le prime reazioni dei partiti riguardo l'accettazione dell'iniziativa Udc.
Unia manifesta la sua delusione, e afferma che l'iniziativa è "la risposta sbagliata ai problemi reali. L'accettazione dimostra la grande preoccupazione della popolazione riguardo ai posti di lavoro e ai salari. E di queste ansie bisogna tenere conto: con un salario minimo legale e con efficaci controlli del mercato del lavoro".
La Lega dei Ticinesi giosce al sì all'iniziativa Udc, e attende che "la volontà espressa dal popolo svizzero venga attuata senza indugio", con l'introduzione immediata di contingenti per frontalieri e padroncini.
Il Partito Socialista è deluso ma non sorpreso, "un risultato quasi scontato, per il nostro Cantone", ed è convinto che si sia "voluto far credere che i colpevoli della disoccupazione e del dumping salariale siano i frontalieri e gli stranieri, mettendo uno contro l’altro le lavoratrici e i lavoratori. Senza affrontare la vera questione, ossia chi davvero ci guadagna."
Secondo Raoul Ghisletta "l'adozione dell'iniziativa UDC segna il fallimento della politica federale in materia di libera circolazione. L'insufficienza delle misure di accompagnamento in materia di lavoro e alloggio è una responsabilità dei partiti liberisti. Il Partito liberale radicale porta la principale responsabilità per i rischi economici, che si aprono per i lavoratori e le aziende a seguito dell'accettazione dell'iniziativa."
Il Partito Comunista afferma che "il risultato per i diritti sociali dei lavoratori e per il diritto umanitario è negativo. L'iniziativa UDC mette a rischio non solo numerosi posti di lavoro, ma favorisce le delocalizzazioni e danneggia conseguentemente l'economia nazionale." Si aggiunge poi che "la Svizzera si pone poi contro il diritto internazionale se l'iniziativa UDC venisse applicata alla lettera".
Per quanto riguarda il PPD, il partito afferma che "il risultato odierno conferma come i timori dei cittadini vadano oltre alle ragioni dell’economia. È ora che dalle parole si passi ai fatti. La scelta popolare scaturita oggi dalle urne dovrà trovare supporto nell’attuazione di soluzioni concrete affinché si possa continuare a garantire, anche in futuro, l’attuale livello di benessere sia nel nostro Cantone sia nel resto della Svizzera."
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