
La Svizzera ha archiviato un'indagine per riciclaggio di denaro contro l'ex ministra russa dell'agricoltura Elena Skrynnik e altri sospetti. I fondi che erano stati congelati sono stati sbloccati lo scorso febbraio. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha confermato oggi all'ats un'informazione pubblicata da Tages Anzeiger e Bund. In totale, 70 milioni di franchi erano stati congelati nell'entourage dell'ex ministra russa ma sono stati sbloccati lo scorso febbraio, indica il decreto d'abbandono emanato dalle autorità. L'MPC non si è espresso sulle ragioni di questa decisione, ma potrebbe essere legata alla mancata cooperazione di Mosca su questo dossier. Elena Skrynnik, ministro dell'agricoltura dal 2009 al 2012, è considerata vicina al presidente russo Vladimir Putin. "A causa di un'esecuzione incompleta dell'assistenza giudiziaria", le prove necessarie per stabilire le accuse contro l'imputata non sono state fornite e la presunzione di colpevolezza non ha potuto essere confermata, indica l'ordinanza. l'MPC rileva tuttavia che l'ex-ministra abbia una "responsabilità civile". Elena Skrynnik ha accettato l'ordinanza e la procedura è ormai conclusa. L'ex ministra si è anche detta pronta a rinunciare a un indennizzo e a prendere a carico una parte delle spese di giudiziarie, per un totale di 16'000 franchi. In relazione a questa procedura due ordinanze penali sono state emesse contro due persone accusate di falsità in documenti, precisa l'MPC. Il primo ha accettato una condanna condizionale a 140 aliquote giornaliere di 500 franchi. Il secondo ha invece presentato ricorso.
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