
Di fronte alla miseria dei Siriani in fuga dalla guerra civile e alle migliaia di loro che ogni anno vengono inghiottiti dalle acque del Mediterraneo nel tentativo di approdare in Europa, la Svizzera dovrebbe mostrarsi più generosa accogliendo almeno 100 mila profughi e provvedere affinché quest'ultimi possano giungere da noi attraverso vie sicure. È quanto si legge in una lettera aperta alla presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga il cui contenuto è stato esposto oggi ai media convocati nella capitale federale.
La missiva è sostenuta da 577 privati e 27 organizzazioni, ha specificato stamane il consigliere nazionale Balthasar Glättli (Verdi/ZH) accompagnato per l'occasione da Ruedi Tobler del Consiglio svizzero per la pace e dalla segretaria di Solidarité sans frontières Amanda Loset.
Per Glättli, benché il numero di 100 mila profughi possa sembrare eccessivo, esso è pur sempre molto inferiore al milione di rifugiati accolti dal Libano, dove oramai la situazione è giunta a saturazione, come dimostra il grido d'allarme lanciato dalle organizzazioni internazionali d'aiuto attive in loco. La situazione nei campi di accoglienza sta diventando intollerabile.
Per il consigliere nazionale, la Confederazione ha i mezzi per accogliere un numero maggiore di persone bisognose di aiuto. Oltre al sostegno sul posto, la Svizzera potrebbe facilitare la concessione di visti e agevolare il ricongiungimento famigliare, facendo in modo inoltre di istituire vie sicure di accesso al Vecchio continente, e ciò per evitare che i profughi siano costretti ad affrontare l'attraversata del Mediterraneo, un mare diventato tomba per migliaia di loro.
Insomma, per queste persone dovrebbe essere possibile giungere legalmente in Svizzera senza affidarsi a passatori senza scrupoli e rischiare la vita.
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