
Il deconfinamento graduale a partire dal 27 aprile prossimo, nella forma presentata oggi dal Consiglio federale, raccoglie globalmente apprezzamenti positivi. Come già emerso nelle scorse settimane, l'economia avrebbe avuto a cuore allentamenti più rapidi o estesi ad altri settori.
"Soddisfazione"Anche la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS), per cui sono le considerazioni sanitarie che devono continuare a prevalere, è globalmente soddisfatta. Per evitare di sommergere le istituzioni mediche, l'uscita dalla crisi del coronavirus può essere raggiunta solo con passi brevi e misurati, sottolinea un comunicato. I "ministri" cantonali della sanità auspicano altri provvedimenti, come l'uso facoltativo di un'applicazione mobile (app) che consenta un tracciamento dei contatti e lo sviluppo di test di depistaggio. Per l'economia e la destra il governo avrebbe potuto avanzare un po' più spedito nella fase di riapertura. È importante che l'alleggerimento delle attuali restrizioni avvenga in rapide successioni, scrive ad esempio economiesuisse, l'associazione che fa gli interessi della grandi imprese, in una nota. Non è ad esempio condivisibile che il commercio al dettaglio riapra solo l'11 maggio. La critica principale mossa dall'Unione svizzera delle arti e mestieri (usam), che rappresenta le piccole e medie imprese, concerne questo stesso settore. È inaccettabile che il Consiglio federale abbia deciso di far riaprire i grandi commercianti, mantenendo chiusi negozi, botteghe e servizi di dimensioni più modeste. Nel commercio al dettaglio molte attività hanno dimostrato che potrebbero riaprire rispettando le norme di sicurezza, si legge in un comunicato.
I partitiMolto più virulenta nella critica è l'UDC, che si dice "inorridita" dalla "mancanza di coraggio" del governo. I "piccolissimi passi" che ha previsto non permettono in alcun modo di risollevare le sorti dell'economia. Il partito chiede dunque all'esecutivo federale di adottare misure che permettano di rilanciare effettivamente la ripresa. Per i democentristi si tratta di sviluppare test sierologici, di procurarsi maschere protettive e di promuovere app che consentano un tracciamento dei contatti. Per il PLR resta necessaria una strategia a lungo termine per rilanciare l'economia. I liberali radicali accolgono comunque con particolare favore il fatto che gli ospedali e gli ambulatori medici dal 27 aprile possano tornare a praticare interventi non urgenti e che nelle scuole dell'obbligo riprenderanno presto le lezioni. Il partito vede positivamente anche la graduale riapertura dei negozi. Il PPD è favorevole alla strategia del Consiglio federale, non fosse altro che per il fatto di costituire una bussola per economia e società. Il partito desidera tornare alla normalità il più rapidamente possibile, ma è consapevole che si debba procedere con prudenza. La priorità assoluta deve essere la salute della popolazione. Tuttavia, per le piccole e medie imprese in grado di rispettare le norme sulla cosiddetta distanza sociale e sull'igiene la prospettiva di una ripresa veloce è essenziale. Per il PS la strategia tiene giustamente conto del fatto che "il rischio non è lo stesso in tutti i settori", ha detto il capogruppo alle Camere federali e consigliere nazionale Roger Nordmann, interpellato da Keystone-ATS. "Tuttavia, dobbiamo rimanere molto disciplinati nelle prossime due settimane", ha aggiunto il vodese. Una seconda ondata di infezioni sarebbe una catastrofe.
I sindacatiAnche sindacati accolgono con favore la decisione del governo. Si aspettano però che la protezione dei dipendenti che ritornano al lavoro rimanga prioritaria. Le organizzazioni Unione sindacale svizzera e Travial.Suisse esprimono però "incomprensione" per il rinvio dell'apertura di scuole e asili. Ciò significa che i dipendenti con famiglia continuano ad essere colpiti in misura maggiore dagli effetti della crisi. Paesi come la Danimarca e la Germania, dove l'apertura delle scuole è stata considerata una priorità, hanno dimostrato che si può fare altrimenti.
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