
In un'intervista apparsa sui domenicali Le Matin e SonntagsZeitung, Johann Schneider-Ammann parla della stabilità politica svizzera come "il miglior biglietto da visita per gli investitori". Fra le sfide che la Svizzera dovrà affrontare, il presidente della Confederazione cita i rapporti con l'UE e il franco forte.
Sul tema dell'immigrazione, Schneider-Ammann spiega che il Consiglio federale mira ad una clausula di salvaguardia in accordo con l'Unione Europea: "Abbiamo cercato per mesi diverse alternative e crediamo che questa sia la migliore opzione per riuscire a ridurre l'immigrazione e allo stesso tempo conservare gli accordi bilaterali". Non sono pertanto ancora noti i dettagli della clausula, "è una situazione delicata e la nostra soluzione non deve provocare pregiudizi da parte dell'UE, non deve essere una scelta troppo egoista".
Il presidente della Confederazione aggiunge che "l'Unione Europea ha interesse nella stabilità svizzera, visto che gli scambi commerciali fra le parti sono pari a 1 miliardo di euro al giorno".
Per Schneider-Ammann, il franco forte resta "un problema concreto. In quasi tutti i settori economici le imprese stanno sacrificando i loro margini. Questo ridurrà il loro potere d'investimento e d'innovazione, e dunque la loro competitività. Riceveremo la fattura fra due o tre anni, ammetto che sono preoccupato." Per far fronte a questo problema, il presidente della Confederazione mira ad "una migliore integrazione della manodopera indigena nel mercato del lavoro".
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