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Svizzera
La spia svizzera ammette: "Pagato da Berna"
La spia svizzera ammette: "Pagato da Berna"
La spia svizzera ammette: "Pagato da Berna"
Redazione
9 anni fa
A processo a Francoforte, Daniel M. ha riconosciuto di aver ricevuto 28'000 euro e ha fatto altri nomi

Secondo giorno di processo, oggi a Francoforte, per il detective privato Daniel M., lo svizzero di 54 anni accusato di spionaggio in favore della Confederazione nell'ambito della vicenda dei dati bancari rubati a banche elvetiche.

La sospetta spia svizzera ha ammesso davanti alla corte dell'Oberlandesgericht di Francoforte di aver ricevuto 28'000 euro dal Servizio delle attività informative della Confederazione per le sue attività. L'imputato ha fatto anche i nomi dei committenti per il suo servizio di spionaggio.

Davanti alla corte l'imputato ha dichiarato di non aver agito con "energia criminale". La sua motivazione è stata "patriottismo, spirito d'avventura, ricerca del profitto e indignazione", aggiungendo che da ex poliziotto voleva chiarire un comportamento criminale. Il 54enne ha detto anche di rammaricarsi per non aver valutato correttamente la situazione.

Arrestato lo scorso 28 aprile a Francoforte e da allora in cella a Mannheim, Daniel M. è accusato di aver cercato di procurarsi illecitamente, per lo meno da luglio 2011 a febbraio 2015 e per conto del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), informazioni sulle indagini avviate dal fisco del Nordreno-Vestfalia per identificare gli evasori fiscali tedeschi clienti di banche elvetiche, in particolare con l'acquisto di Cd di dati bancari.

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