
Per il consigliere federale Johann Schneider-Ammann il conflitto tra esigenze dell'Unione europea (Ue) e iniziativa "Contro l'immigrazione di massa" può essere risolto definendo contingenti sufficientemente elevati. Il ministro dell'economia si è espresso ieri, proprio nel giorno in cui il governo ha deciso di procedere con "calma e lucidità", rinunciando a definire possibili modalità d'applicazione del testo promosso dall'UDC.
Schneider-Ammann è il primo consigliere federale a pronunciarsi su possibili soluzioni per uscire dalla tensione apparentemente inconciliabile tra libera circolazione delle persone, uno dei fondamenti intoccabili per l'Ue, e il nuovo principio costituzionale, che attraverso i contingenti intende dare alla Confederazione i mezzi per controllare autonomamente l'immigrazione.
Il ministro dell'economia si è espresso in un'intervista pubblicata ieri sera dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ) sul proprio sito internet. Poche ore prima il Consiglio federale aveva rinunciato a illustrare possibili soluzioni alle difficoltà poste dal voto di domenica. "Dobbiamo esaminare la situazione con lucidità per verificare se esistano margini di manovra per negoziati con l'Ue", ha sostenuto il presidente della Confederazione Didier Burkhalter.
Schneider-Amman invece formula una pista precisa: "Ora cerchiamo un sistema di contingenti quanto più possibile aperto e flessibile, che possa essere riconosciuto dall'Ue", ha detto alla FAZ.
Per il capo del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), una possibile soluzione non può invece venire da permessi di corta durata, ad esempio di un anno, come suggerito da alcuni esponenti dell'UDC. A suo avviso, senza il ricongiungimento famigliare, sarebbe impossibile reclutare personale altamente qualificato.
Per uscire dal periodo di "incertezza" apertosi col voto, tocca alla Svizzera presentare soluzioni. "La palla è nel nostro campo". "Ritengo che l'Ue sia disposta a discutere" su nostre modalità di applicazione dell'iniziativa.
Secondo Schneider-Ammann, nelle future discussioni con Bruxelles Berna dispone di alcuni atout. Ad esempio, ha detto, le università e i politecnici federali accolgono numerosi studenti europei, che possono frequentare le alte scuole elvetiche senza dover sborsare tasse. Altre carte da giocare sono gli impieghi offerti agli europei dalle industrie chimico-farmaceutica e orologiera nonché le gallerie di base, molto utili alla politica europea dei trasporti.
Il consigliere federale teme che l'insicurezza generata dal voto riduca l'attrattiva della piazza elvetica per le imprese estere. Ma aggiunge: "la Svizzera dispone della migliore espressione della democrazia diretta al mondo e si è in definitiva sempre rafforzata con le votazioni popolari. Da noi si intrecciano stabilità politica e giuridica e un ottimo sistema educativo. Il sovrano ha deciso: ora dobbiamo trovare soluzioni pragmatiche. Poi potrò convincere i miei interlocutori dei vantaggi della piazza elvetica".
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