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Svizzera
“La seconda ondata più forte del previsto”
Keystone-ats
6 anni fa
Gli esperti della Confederazione sulla situazione attuale. L’incidenza della malattia è il doppio di quella che si segnala in Italia

La seconda ondata di coronavirus è arrivata ed è più rapida e forte del previsto. È quanto hanno sostenuto gli esperti della Confederazione nella abituale conferenza stampa svoltasi a Berna.

Ogni persona malata ne contagia circa 1,6
Oggi si sono segnalati oltre 3000 casi, 53 ricoveri e otto decessi. “I dati giornalieri però dicono poco, dobbiamo quindi soffermarci sul paragone con la settimana scorsa, quando le cifre erano grosso modo la metà di adesso”, ha detto Stefan Kuster, responsabile per le malattie trasmissibili presso l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Nelle ultime due settimane il 14% dei tamponi è risultato positivo. Ogni persona malata al momento ne contagia circa 1,6. “Proprio per questo si registra una curva esponenziale”, ha spiegato Kuster. L’incidenza della malattia è grosso modo il doppio di quella che attualmente si segnala in Italia.

L’incremento della curva - che secondo l’esperto continuerà nonostante le nuove misure prese - riguarda tutte le fasce di popolazione. A livello geografico la distribuzione dei focolai non è omogeneo. Fra gli ospedalizzati il gruppo più rappresentato è sempre quello degli over 65.

La seconda ondata durerà a lungo, ma in primavera la situazione migliorerà
Il medico cantonale di Basilea città Thomas Steffen si è soffermato sull’umore della popolazione, sottolineando il fatto che ha ricevuto diverse email di cittadini frustati che criticano le misure e rifiutano l’idea di un secondo confinamento. “Ci vuole coraggio e occorre cambiare atteggiamento. Sì, è una seconda ondata e sì durerà a lungo, diversi mesi. Lo dimostra la storia. Ma prima o poi tornerà la primavera e la situazione migliorerà. Siamo insieme in questa difficoltà e dobbiamo ‘surfare’ al meglio questa seconda ondata”. Secondo Steffen, la gente ha imparato dalla prima ondata e non vuole provare le stesse cose. Proprio per questo è più importante del solito informare bene e attivamente la popolazione, in modo che siano tutti pronti ad affrontare la nuova sfida. “Ne usciremo”, ha rassicurato.

100 pazienti Covid in terapia intensiva
Andreas Stettbacher, delegato del Consiglio federale per il servizio sanitario coordinato (SSC) ha parlato della situazione negli ospedali. Le cifre sull’occupazione degli ospedali verrà pubblicata settimanalmente a partire da questo venerdì sul sito del Servizio sanitario coordinato. Attualmente in Svizzera i posti occupati in terapia intensiva sono 706, 100 dei quali sono pazienti Covid. “L’evoluzione della cifra è impressionante. Negli ultimi 5 giorni il loro numero è aumentato di 1,5 volte”.

Il lavoro ridotto e i concetti di protezione rimangono essenziali
Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch, Segretaria di Stato e direttrice della Segreteria di stato dell’economia (SECO), ha invece sottolineato che l’economia svizzera ha superato il primo semestre meglio del previsto, anche se si tratta comunque di una contrazione doppia rispetto alla crisi del 2009. Alcuni settori sono poi particolarmente in difficoltà, si pensi ad esempio agli eventi. “La situazione è comunque molto tesa e l’aumento dei casi preoccupa anche l’economia”, ha detto. È quindi necessario fare di tutto per tenere la situazione sotto controllo. L’impegno delle imprese per mantenere basso il numero di contagi rimane quindi essenziale e tutti i collaboratori sono tenuti a rispettare le misure di conseguenza. “Tutti devono rispettare le regole, ad esempio lavorando in Home Office quando possibile”, ha sottolineato. Anche se strumenti come il lavoro ridotto continuano a rimanere disponibili, bisogna fare di tutto per frenare il virus, poiché dei lockdown - anche solo parziali - sono gravemente dannosi per l’economia.

L’impiego del servizio civile
Da maggio i civilisti aiutano diversi Cantoni nel lavoro di tracciamento dei contatti. Lo ha sottolineato Christoph Hartman, direttore dell’Ufficio federale del servizio civile, ricordando le condizioni per far capo al servizio civile: i civilisti possono venir impiegati in situazioni d’emergenza, come in una pandemia, e possono essere necessarie 4-6 settimane prima che entrino in funzione. Una volta a disposizione, possono restare per mesi. L’utilizzo dei civilisti è inoltre sussidiario: i Cantoni devono aver esaurito le loro possibilità per l’assunzione di collaboratori per la ricerca di contatti.

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