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Svizzera
La SECO contro Uber: "Rispetti le regole"
La SECO contro Uber: "Rispetti le regole"
La SECO contro Uber: "Rispetti le regole"
Redazione
8 anni fa
Secondo la Segreteria dell'Economia Uber deve essere considerata un datore di lavoro svizzero, con tutti gli obblighi del caso

Le società partner dell’impresa di trasporto di persone Uber devono essere considerate come un datore di lavoro svizzero, con tutti gli obblighi che ciò implica. A dirlo è la Segreteria di Stato dell’economia (SECO), che ha preso posizione in seguito allo sciopero del dicembre scorso degli autisti che lavorano per Uber a Ginevra. A spingere i tassisti attivi per Uber a incrociare le braccia erano state le condizioni di lavoro (contributi sociali non versati) e i salari considerati inaccettabili (alcuni lamentavano stipendi mensili di 650 franchi, altri parlavano di meno di 10 franchi l’ora). Il sindacato Unia si era allora rivolto alla Segreteria di Stato dell’economia.

Ieri sul sito Internet della televisione svizzerotedesca SRF è stata pubblicata la risposta. La Segreteria di Stato dell’economia è giunta alla conclusione che anche le società partner che prestano i loro autisti a Uber devono sottostare alla Legge federale sul collocamento e il personale a prestito (LC in sigla). Questa stipula che «chiunque assume dipendenti e li mette a disposizione dei propri clienti per occupazioni di tipo professionale (...), necessita di un’autorizzazione di fornitura di personale a prestito».

Per questo motivo la Segreteria di Stato dell’economia ha incaricato le autorità del Canton Vaud, in cui le società partner avevano la loro sede, di vigilare affinché esse si attengano agli obblighi della Legge federale sul collocamento e il personale a prestito.

Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino

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