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Svizzera
La riforma della legge sull'assicurazione malattia non è pronta
La riforma della legge sull'assicurazione malattia non è pronta
La riforma della legge sull'assicurazione malattia non è pronta
Redazione
7 anni fa
Stando a quanto approvato dal Nazionale, "anche i cantoni dovranno partecipare al finanziamento delle cure ambulatoriali". La sinistra: "è un regalo alle casse malattia"

La riforma della legge sull'assicurazione malattia approvata lo scorso autunno dal Nazionale secondo cui, in futuro, anche i cantoni dovranno partecipare al finanziamento delle cure ambulatoriali non è del tutto matura, né in grado di ottenere una maggioranza politica. È quanto pensa la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S), che ha esaminato il progetto elaborato dalla sua omologa commissione, senza però aver ancora deciso sull'entrata nel merito.

L'approvazione del Nazionale

Stando a quanto stabilito lo scorso settembre dalla Camera del popolo, i Cantoni dovranno partecipare alle spese generate dalle cure ambulatoriali, venendo però in parte sgravati da quelle stazionarie. Il progetto era stato approvato dal plenum con 121 voti contro 54 e 8 astensioni.

Settore ambulatoriale a carico delle assicurazioni 

Attualmente, il settore ambulatoriale è interamente a carico delle casse malattia, mentre quello stazionario è rimborsato almeno per il 55% dai cantoni e al massimo per il 45% dagli assicuratori. Secondo la maggioranza, questa ripartizione crea però una situazione paradossale: oggi si tende a favorire il settore ambulatoriale, meno costoso rispetto a quello stazionario. In questo caso le spese sanitarie globali diminuiscono, ma quelle a carico degli assicurati (via il pagamento dei premi) aumentano.

La riforma in questione propone di passare al finanziamento monistico, ossia uguale nei settori ambulatoriale e ospedaliero. La parte cantonale dovrebbe essere almeno del 25,5%, quella a carico degli assicuratori al massimo del 74,5%.

La posizione della sinistra

In aula, la sinistra si è schierata contro la riforma giudicandola un regalo fatto alle casse malattia e agli ospedali privati.

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