
L'Associazione «Oltre Crans-Montana 1 gennaio 2026», «in rappresentanza della maggioranza delle famiglie italiane dei sopravvissuti alla tragedia, esprime la sua più ferma opposizione all'annuncio della riapertura dei locali gestiti dalla famiglia Moretti a Crans-Montana (VS) e a Lens (VS). Ha lanciato una petizione, raccogliendo 48'000 firme contro il progetto. Rigettiamo categoricamente la narrazione diffusa dai loro legali, secondo cui tale riapertura sarebbe un atto di "solidarietà" finalizzato a risarcire le vittime».
«L'argomentazione finanziaria appare del tutto pretestuosa»
Per l'Associazione, fondata ufficialmente il 7 luglio, «l'argomentazione finanziaria appare del tutto pretestuosa. Se vi fosse una reale e immediata volontà di supportare le famiglie colpite, i fondi verrebbero destinati a tale scopo in modo diretto e incondizionato, senza subordinarli a futuri e ipotetici profitti commerciali. Legare l'indennizzo delle vittime agli incassi di locali ancora al centro di un'inchiesta rappresenta una strategia inaccettabile». Inoltre, afferma l'associazione «è doveroso ricordare che le indagini sulle misure di conformità e sicurezza di tali strutture sono tuttora in corso. Appare pertanto inconcepibile, oltre che profondamente irrispettoso nei confronti delle vittime e dei sopravvissuti, forzare un ritorno alla normalità commerciale».
«Una nuova e profonda ferita»
«Per le nostre famiglie, questo annuncio non rappresenta una mano tesa, ma una nuova e profonda ferita», dichiara all'agenzia Keystone-ATS Francesco Riva, presidente dell'Associazione che rappresenta quasi tutte le vittime italiane e i loro familiari superstiti. «Non accetteremo in alcun modo - aggiunge Riva, il cui figlio è rimasto ferito nella tragedia - che il dolore dei sopravvissuti e la necessità di giustizia vengano utilizzati come leva per riabilitare attività su cui pende l'ombra di 41 vittime. Chiediamo alle istituzioni e alle autorità locali di intervenire: l'accertamento della verità e la tutela della sicurezza pubblica devono precedere qualsiasi ritorno agli affari».

