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Svizzera
"La Raytheon è uno sponsor inopportuno"
"La Raytheon è uno sponsor inopportuno"
"La Raytheon è uno sponsor inopportuno"
Redazione
7 anni fa
Secondo Josef Dittli "non va bene, perché arriva da un'azienda che partecipa a un appalto, destando così il sospetto di corruzione"

L'ennesima rivelazione che uno sponsor imbarazzante - in questo caso l'azienda statunitense produttrice di missili Raytheon - ha finanziato un ricevimento all'ambasciata svizzera a Washington potrebbe avere un seguito in parlamento.

Il presidente della commissione di politica estera del Consiglio degli Stati, il PLR urano Josef Dittli, ha dichiarato alla RSI che tale sponsorizzazione lo "disturba", dal momento che "quando ci sono in ballo appalti pubblici un finanziamento come questo non è opportuno".

Questa azienda, infatti, partecipa a un appalto miliardario per il nuovo sistema di difesa terra-aria dell'esercito svizzero. Ecco perché, ha spiegato il "senatore" ai microfoni della radio svizzera di lingua italiana, potrebbe inoltrare un atto parlamentare personale oppure affrontare l'argomento in seno alla commissione che presiede" dopo averne prima parlato con i due dipartimenti.

Secondo Dittli, "la Confederazione deve avere sotto controllo le attività di sponsoring proprio per evitare fatti come questi". A detta del consigliere agli Stati, anche se l'importo versato è minimo, 5 mila dollari, e non dovrebbe influenzare l'appalto, "non va bene, perché arriva da un'azienda che partecipa a un appalto, e desta così il sospetto di corruzione. Per questo condanno quanto accaduto".

La rivelazione di questa sponsorizzazione, risalente a una manifestazione organizzata nel 2018 dalla rappresentanza elvetica, è stata diffusa ieri sera sempre dalla RSI, nel Radiogiornale, per bocca del suo corrispondente nella capitale degli Stati Uniti.

Come detto, la Raytheon sta partecipando al bando per il nuovo sistema elvetico di difesa terra-aria. È però implicata anche in casi dubbi, come l'accusa di aver fornito armi all'Arabia Saudita per la guerra in Yemen.

Alla RSI, l'ambasciata ha tuttavia specificato che il Dipartimento federale degli affari esteri non era a conoscenza di questa sponsorizzazione. Oltretutto il versamento riguarda solo il 2018 e non si ripeterà quest'anno.

La questione degli sponsor delicati non si riferisce solo a questo caso. Martedì, il DFAE ha annunciato di aver rinunciato al partenariato con il gruppo Philip Morris in vista dell'Expo 2020 a Dubai. L'accordo con il maggior produttore di tabacco al mondo, la cui sede europea è in Svizzera, aveva sollevato numerose critiche da diversi ambienti, sostenendo che un tale sponsor avrebbe potuto compromettere l'immagine della Confederazione nel mondo.

In occasione dell'inaugurazione della nuova ambasciata svizzera a Mosca erano state sollevate critiche per la presenza di finanziatori come il gruppo Glencore (attivo nelle materie prime e coinvolto nel contestato gasdotto nel Baltico, il Baltic Sea North Stream) o il gruppo Volga dell'oligarca russo Gennady Timochenko.

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