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Svizzera
La proposta di Swissmem: un unico referendum per alzare l'IVA a favore di esercito e 13. AVS
© Shutterstock
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Redazione
13 ore fa
L'aumento temporaneo sarebbe dello 0,5%. «Sarebbe molto difficile ottenere l'avvallo della popolazione per aumenti separati dell'IVA sulle due questioni». Nella strategia di Swissmem anche la privatizzazione di PostFinance.

Che l'esercito svizzero abbia bisogno di maggiori mezzi economici non è certo una novità: 31 sono infatti i miliardi di franchi necessari per il riarmo. Per questa ragione, il Consiglio federale ha deciso un aumento temporaneo dell'Imposta sul valore aggiunto (IVA) dello 0,8%. UDC e PLR si sono però opposti alla mossa, motivo per cui il dossier è attualmente bloccato. Come uscire allora dall'impasse? A proporre una soluzione, come riporta Watson, ci ha pensato Swissmem, l'associazione dell'industria metalmeccanica ed elettrica svizzera e dei settori affini orientati alla tecnologia.

L'unione come carta vincente

La proposta di Swissmem, che rappresenta anche il settore dell'armamento, è semplice: un aumento temporaneo dell'IVA dello 0,5% sia per la tredicesima AVS sia per il riarmo dell'esercito. Le persone sarebbero poi chiamate a votare su entrambi gli aumenti contemporaneamente, in un unico referendum.

Un'idea, quella di Swissmem, che si ispira a quella del consigliere agli Stati del Centro Benedikt Würth il quale domandava in una mozione una «percentuale di sicurezza» per l'AVS e l'esercito.

«Siamo convinti che sarebbe molto difficile ottenere l'avvallo del popolo per aumenti separati dell'IVA al fine di finanziare la 13. AVS e l'esercito», analizza il direttore di Swissmem Stefan Brupbacher. «Votare un pacchetto è più promettente. Credo che la popolazione percepirebbe questa soluzione come un ideale compromesso svizzero. Del resto si parla di sicurezza in entrambi i casi: per l'AVS è sicurezza sociale, per l'esercito è sicurezza militare». E aggiunge: «Ci troviamo in una situazione di pericolo reale, ma investiamo troppo poco nella sicurezza».

Swissmem non spinge comunque per questa proposta solo perché l'associazione rappresenta anche il settore dell'armamento, lo sguardo è più ampio: la sicurezza costituisce infatti un vantaggio significativo per il settore industriale secondo Brupbacher.

Allo scopo di valutare la validità della propria proposta, Swissmem ha incaricato Andreas Glaser – docente di diritto costituzionale, amministrativo ed europeo all'Università di Zurigo e al Centro per la Democrazia di Aarau – di condurre un'analisi giuridica del pacchetto 13. AVS ed esercito.

La pedina PostFinance

Anche se il pacchetto comprendente un aumento dell'IVA per la 13. AVS e per l'esercito dovesse essere approvato, il Parlamento dovrebbe comunque trovare fondi supplementari per entrambe le voci. Come fare? Oltre a misure di risparmio e al contenimento degli aumenti di spesa, Swissmem propone la privatizzazione di buona parte di PostFinance con la Confederazione che deterrebbe solo una minoranza di blocco.

«Questa mossa porterebbe miliardi nelle casse della Confederazione», spiega Brupbacher che aggiunge: «Oggi possiamo lanciare PostFinance sul mercato con la coscienza pulita».

Secondo Swissmem, ciò conferirebbe dinamismo all'istituzione e ridurrebbe il rischio per lo Stato. Inoltre, dopo il fallimento di Credit Suisse, la Svizzera avrebbe «un ulteriore operatore nel mercato finanziario».