
La produzione svizzera di funghi è in aumento, nonostante un'importazione in forte crescita. I funghi provenienti dall'estero costano fino a tre volte meno di quelli locali, ma i consumatori sono disposti a chiudere gli occhi sul prezzo. L'importanza data all'origine del prodotto è stata sottolineata da Fritz Burkhalter, segretario dell'Unione svizzera dei produttori di funghi, in un'intervista rilasciata al servizio d'informazione agricola LID. I funghi di tipo champignon sono nettamente i più diffusi: la loro produzione è aumentata nel corso dell'ultimo decennio del 13% e si attesta attualmente a 7'804 tonnellate. Rappresentano il 92% delle vendite, per un giro d'affari che nel 2015 arrivava a 40 milioni di franchi nel commercio al dettaglio, vale a dire il 75% del totale, secondo l'istituto di ricerca di mercato Nielsen Svizzera. L'importazione ha pure vissuto un notevole picco. Nel 2002/03, ammontava a 663 tonnellate, mentre nel 2014/15 ha raggiunto le 2424 tonnellate, vale a dire 3,7 volte tanto. La maggior parte proviene dai Paesi Bassi, seguiti da Polonia e Germania. All'interno della Confederazione esiste una piccola differenza di abitudini di consumo fra romandi e svizzero tedeschi, stando all'Ufficio federale dell'agricoltura. Una famiglia francofona acquista in media 1,75 chili di funghi all'anno. Questa cifra sale a 1,86 tra i germanofoni.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

