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Svizzera
La prima soldatessa velata è sotto inchiesta disciplinare
La prima soldatessa velata è sotto inchiesta disciplinare
La prima soldatessa velata è sotto inchiesta disciplinare
Redazione
8 anni fa
Era stata autorizzata a indossare il velo in servizio, ma ha postato tutto su Facebook. "Non si può fare politica in uniforme"

Si trova attualmente sotto inchiesta disciplinare la soldatessa romanda autorizzata dall'Esercito a svolgere il proprio servizio portando l'hijab sotto il copricapo ufficiale.

Nella giornata di oggi il consigliere nazionale vallesano dell’UDC Jean-Luc Addor aveva addirittura interpellato il Consiglio federale, sostenendo l'incompatibilità del velo con le tradizioni elvetiche. Il capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) Guy Parmelin ha replicato sostenendo che il velo è in realtà compatibile con i regolamenti militari finché rimane celato sotto il casco o il berretto.

Tuttavia, stando a quanto anticipato oggi dalla Tribune de Génève, l’Esercito ha aperto un’inchiesta disciplinare. Non per il velo, va detto, ma per un post su Facebook del 3 marzo scorso, dove la ragazza affermava orgogliosamente di essere la prima soldatessa svizzera autorizzata a portare il velo “mentre in Francia una ragazza non ha nemmeno potuto partecipare al programma The Voice”.

Il portavoce dell’Esercito Daniel Reist ha confermato la notizia spiegando che il procedimento è stato aperto perché nella forografia il velo è visibile e a causa del testo da lei pubblicato, diventato ben presto virale: "Ai soldati non è permesso fare politica in uniforme".

Inoltre, Reist ha precisato che “è vietato pubblicare fotografie in uniforme senza il permesso del proprio comandante”.

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