
A Berna oggi è iniziata la cinquantaduesima legislatura federale, la prima dopo le elezioni federali di ottobre. Una giornata che ha rappresentato una "prima" a Palazzo per i deputati Simone Gianini (Plr), Giorgio Fonio (Centro) e Paolo Pamini (Udc), neo eletti in Consiglio nazionale. Questa mattina li abbiamo raggiunti a Berna per capire le emozioni di questo debutto alla Camera bassa.
Gianini: "Bisognerà guadagnarsi il rispetto dei colleghi"
"Non dico che siamo degli abitudinari, ma siamo già venuti diverse volte a Berna per prepararci a questo debutto. Oggi ci sarà il giuramento, quindi si sentirà profonda nel cuore l'istituzione nazionale. Siamo veramente nella capitale, siamo dove si decide quanto accade nel resto della Confederazione. Il meccanismo è estremamente complesso, lo si imparerà, ma prima ci sarà una fase di avviamento. Qui a Palazzo bisogna soprattutto guadagnarsi il rispetto. Un rispetto dettato da regole anche non scritte, come la gerarchia data dall'anzianità di carica. Si tratterà di tessere le giuste relazioni, di avere quella solidità che ci farà ottenere la considerazione dei colleghi svizzero tedeschi e francesi. Domani pomeriggio sentiremo i due candidati socialisti alla successione di Berset. Per il nostro partito si tratta di una sfida particolare, perché l'obiettivo è quello di mantenere i nostri due consiglieri federali. L'attuale formula magica del Governo è un valore aggiunto, dà stabilità al Paese, quindi confidiamo che i partiti la considerino ancora valida. L'elezione del Consiglio federale (il 13 dicembre ndr) sarà un momento particolare anche per me, non l'ho mai vissuto in prima persona".
Fonio: "L'elezione del Consiglio federale sarà qualcosa di particolare"
"In questa prima giornata si provano molte emozioni. Si arriva in un contesto totalmente nuovo: cambiano le procedure, i temi. Cambiano molte cose. Rispetto ai miei colleghi ho anche avuto meno tempo per conoscere i meccanismi federali, visto che sono stato eletto al ballottaggio. In questi pochi giorni a disposizione ho cercato di capire, banalmente, come funzionano il sistema di voto e le trattande. I temi che mi stanno maggiormente a cuore sono quelli che toccano il mercato del lavoro, quelli inerenti la possibilità di permettere alle PMI ticinesi di operare in un contesto sano, senza dimenticare la sanità e le casse malati, la maggior preoccupazione dei ticinesi. L'elezione del Consiglio federale sarà qualcosa di particolare, sto ancora cercando di metabolizzare il tutto. L'idea di essere uno dei 246 che eleggeranno i sette consiglieri federali è qualcosa di particolare. Ora bisognerà entrare nel ruolo, ci saranno le audizioni dei candidati e poi andrà fatta una scelta nell'interesse del Paese".
Pamini: "Una grande emozione"
"A Berna fa un freddo incredibile, forse da ticinesi non siamo più abituati a queste temperature. Alla faccia del riscaldamento climatico. Al di là di queste battute, già ieri sono venuto nella capitale con la famiglia, ci siamo goduti la Città. Questo pomeriggio alle 14:30 si inizierà a fare sul serio: prima con il giuramento, dopo con i primi oggetti da discutere. Provo una grande emozione, è un momento glorioso per il successo che abbiamo avuto alle elezioni federali. Ora si sente la responsabilità. Si capisce che c'è una macchina estremamente strutturata e molto affidabile, per chi è alle prime armi ci vorrà qualche mese per entrare nel ritmo. Domani ci sarà l'attribuzione dei posti delle varie Commissioni, anche questa sarà una grande sorpresa. Vedremo dove riuscirò a dare il mio contributo. Blocher ieri ha detto pubblicamente che il PS dovrebbe proporre un terzo candidato per la successione di Berset, non affidarsi esclusivamente a Pult e Jans. Sarà tutto in divenire, ma sarà un gande onore fare parte di questo processo. Ho sempre seguito l'elezione del Consiglio federale, non nascondo l'emozione di essere uno dei 246 deputati che metteranno la propria scheda nell'urna per eleggere i consiglieri federali".

