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Licenziamenti
La Posta taglia fino a 41 posti di lavoro presso Digital Services
Red. Online
3 ore fa
Transfair critica questa decisione, che considera «miope e contraddittoria» — Essa si aggiunge a una serie di riorganizzazioni nell’ambito di una strategia di riduzione dei posti di lavoro all’interno del gruppo, che perdura ormai da più di due anni

La Posta Svizzera prevede di licenziare fino a 41 dipendenti dell’unità Digital Services. Lo comunica il sindacato transfair, spiegando che tuttavia, la Posta «avrà assolutamente bisogno delle loro competenze per il progetto che subentrerà a questo nel campo della digitalizzazione della salute».

«Decisione miope»

Transfair critica questa decisione, che considera «miope e contraddittoria». Essa si aggiunge a una serie di riorganizzazioni nell’ambito di una strategia di riduzione dei posti di lavoro all’interno del gruppo, che perdura ormai da più di due anni.

Dal 2024, la Posta sta eliminando diverse centinaia di posti di lavoro a livello del gruppo. transfair si è opposto più volte a questa tendenza. Con i drastici tagli operati all’interno di Digital Health e della sua controllata Sanela Health SA, l’ondata di licenziamenti entra in una nuova fase. Il fattore scatenante è la prevista rinuncia alla cartella informatizzata del paziente (CIP), una soluzione di sanità digitale in cui la Posta ha investito per oltre dieci anni.

Un’ottimizzazione dei costi

In totale, i licenziamenti previsti riguardano fino a 41 persone. I sindacati e il personale sono ora consultati nell’ambito di una procedura formalizzata: il periodo di consultazione va dal 25 giugno al 10 luglio 2026. I tagli di posti di lavoro sono poi previsti in due fasi: la prima riguarderà circa 24 persone al 1° settembre 2026, la seconda circa 9 persone al 1° gennaio 2027. Solo una decina di specialisti/e dovrebbero rimanere in azienda per preservare il loro “know-how” in vista di un eventuale progetto di successione.

«Meritano riconoscimento, non licenziamento»

«Il personale di Digital Services ha svolto per anni un prezioso lavoro di fondo e per questo merita riconoscimento, non il licenziamento», afferma il sindacato. E anche la presidente di transfair e consigliera nazionale Greta Gysin denuncia tale situazione. «La Posta ha investito più di dieci anni nella CIP. Eppure, sono proprio queste persone che ora devono essere licenziate, mentre la Posta ha un bisogno urgente delle loro competenze per la futura cartella sanitaria elettronica (CSE). Si tratta di una mancanza di visione a lungo termine».

Per il sindacato, dunque, i risparmi a breve termine sui costi salariali «non giustificano questi licenziamenti: La Posta deve davvero separarsi da questo personale? Se in seguito dovesse reclutare dall’esterno queste competenze specialistiche, le costerebbe di più – e richiederebbe più tempo. Se si aggiudicasse l’appalto per la CSE, le conoscenze sviluppate internamente dalle persone licenziate andrebbero irrimediabilmente perdute».

Riduzione continua dei posti di lavoro dal 2024

I tagli al personale presso Digital Health e Sanela Health SA non sono un caso isolato. Dal 2024 la Posta sta riducendo il personale in diversi unità a livello del gruppo – e ogni volta sono i/le dipendenti a subirne le conseguenze – «una vergogna per un’azienda vicina alla Confederazione che dovrebbe fungere da modello». transfair si è opposta ripetutamente a questo sviluppo e ne ha dato notizia:

- La Posta esternalizza attività – 27 posti di lavoro a rischio presso IMS

- La Posta lascia al proprio destino fino a 100 collaboratrici e collaboratori di PostNetz

- La Posta sopprime 50 posti nel settore IT – transfair critica il programma FutureWorks

- PostFinance sopprime 141 posti di lavoro – nonostante la carenza di personale qualificato

- La Posta chiude notime: transfair si batte per le collaboratrici e i collaboratori (Disponibile solo in tedesco)