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Svizzera
La Posta taglia fino a 110 impieghi
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
I sindacati transafir e syndicom criticano il gigante giallo

La Posta potrebbe vedersi costretta a tagliare fino a 110 posti di lavoro. La misura mira a ridurre i costi interni in modo da finanziare a lungo termine il servizio pubblico «senza ricorrere al denaro dei contribuenti», si legge in una nota odierna del Gigante giallo.

La presa di posizione del sindacato transfair 

Il sindacato sindacato transfair, appresa la notizia, sottolinea: «È già la seconda volta dal 2024 che la Posta riduce i posti di lavoro nelle sue funzioni direttive e di supporto. Nella tornata attuale, il gigante giallo prevede fino a 110 licenziamenti. Il sindacato transfair chiede che la Posta, prima di procedere a qualsiasi licenziamento, valuti tutte le possibilità di riqualificazione professionale, ricollocazione e mantenimento del posto di lavoro all’interno del Gruppo e riconsideri la sua politica di smantellamento».

E prosegue: «La Posta taglia ulteriori posti di lavoro nell’ambito delle sue funzioni direttive e di supporto. A seguito delle misure di ridimensionamento, in diverse unità è in corso una procedura di consultazione. Il sindacato transfair presenterà proposte concrete al fine di evitare licenziamenti e garantire l’occupazione del massimo numero possibile di persone interessate all’interno del Gruppo. Per transfair è chiaro: i licenziamenti possono essere valutati solo dopo essere state prese in considerazione tutte le possibilità di ricollocamento, riqualificazione e mantenimento del posto di lavoro».

Greta Gysin, presidente di transfair e Consigliera nazionale, commenta: «La Posta non deve fare dei licenziamenti una prassi abituale nel quadro delle proprie riorganizzazioni, ma deve fare tutto il possibile per continuare a impiegare le persone interessate all’interno del Gruppo. Ogni posto di lavoro eliminato rappresenta un duro colpo per le collaboratrici e i collaboratori interessati e comporta conseguenze a lungo termine per l’economia svizzera».

Critiche pure da syndicom

Syndicom critica la Posta per la soppressione di altri 110 posti di lavoro. Per il sindacato, la decisione è in contraddizione con i buoni risultati finanziari del gruppo.

I tagli comunicati oggi si aggiungono a una serie di ristrutturazioni che dal 2025 hanno già interessato oltre 430 persone, si legge in una nota.

Secondo syndicom, la strategia di riduzione del personale è «particolarmente sconcertante» dato che la Posta ha presentato dati finanziari positivi, con un utile di 139 milioni di franchi nella prima metà del 2026. Il sindacato critica anche il dividendo di 150 milioni di franchi versato alla Confederazione.

«È il personale ad aver permesso i buoni risultati della Posta», ha affermato David Roth, co-responsabile del settore Logistica di syndicom, citato nel comunicato. «Anziché onorare questo impegno, la direzione del gruppo presenta una ristrutturazione dopo l'altra».

Il sindacato chiede alla Posta di investire nella formazione continua e nella riqualificazione professionale anziché procedere con i tagli. Tra le richieste figurano anche piena trasparenza e il mantenimento dei posti di lavoro all'interno dell'azienda dove possibile.

Syndicom vede inoltre un legame tra la politica del personale e la revisione della legge sulla Posta, che a suo dire «aprirebbe la strada a un ulteriore smantellamento del servizio pubblico».