
La Posta potrebbe essere oggetto di una nuova iniziativa: il sindacato della comunicazione infatti intende puntare sulla creazione di una banca postale. Lo ha rivelato il presidente del sindacato Alain Carrupt, intervenendo sabato sera alla radio romanda. L'assemblea dei delegati si esprimerà sul progetto di banca a metà giugno; anche il partito socialista sta riflettendo sull'eventuale lancio di un'iniziativa per ottenere lo stesso scopo. Secondo Carrupt l'idea del PS va nella buona direzione, purtroppo i socialisti - a suo dire - non contemplano la nascita della banca all'interno della rete postale. Per il sindacato occorre dapprima definire i bisogni futuri del servizio postale universale; "la banca non è che un mezzo per finanziare l'intera rete". Inoltre essa dovrebbe rimanere interamente nelle mani del "gigante giallo" e i suoi utili venir utilizzati per finanziare il servizio pubblico. L'iniziativa del sindacato punta ad arrestare lo smantellamento della rete postale. Ad ogni modo fin qui il Consiglio federale si è opposto alla creazione di una banca postale, mercoledì scorso ha respinto una proposta del ministro delle comunicazioni, Moritz Leuenberger, che intendeva rilasciare alla Posta una sorta di licenza "light". Vista l'attuale instabilità dei mercati finanziari, per ora non è proprio il caso di estendere le attività di PostFinance alle ipoteche e ai crediti, secondo il governo. In una presa di posizione diffusa oggi, il presidente del consiglio di amministrazione della Posta, Claude Béglé, si rallegra per il dibattito che si apre con la proposta sindacale di discutere sul futuro dell'azienda. L'ex regia federale - ha detto - parte dal principio che essa deve offrire servizi intensi ma abbastanza flessibili in modo che le sue prestazioni di base possano adattarsi all'evoluzione della popolazione e al comportamento della clientela. ATS
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