
Si è giunti a un accordo nello scandalo AutoPostale: la Posta risarcirà a Confederazione, Cantoni e Comuni 188,1 milioni di franchi. A questi si aggiungeranno altri 17,2 milioni a titolo di "restituzione spontanea", per un totale di 205,3 milioni.
"Vogliamo riparare i danni e versare i rimborsi nel modo più rapido e non burocratico possibile", ha detto in una conferenza stampa a Zurigo Urs Schwaller, presidente del consiglio d'amministrazione della Posta.
Della prima somma indicata, 88,672 milioni andranno alla Confederazione, il resto, ossia, 99,402 milioni, a Cantoni e Comuni.
Ticino e Grigioni sono tra i Cantoni che incasseranno di più: al primo spetteranno 14,805 milioni, al secondo 20,923 milioni. Grigioni guida la classifica, al secondo posto c'è il Cantone Argovia con 14,887 milioni, mentre al terzo il nostro Cantone. "Il calcolo degli importi destinati agli Enti locali" fa sapere il Governo ticinese in una nota, "verrà effettuato nelle prossime settimane considerando la chiave di ripartizione Cantone/Comuni dei costi applicata in base alla Legge cantonale sui trasporti pubblici".
L'accordo di restituzione è stato raggiunto oggi tra l'Ufficio federale dei trasporti (UFT), la Conferenza dei direttori cantonali dei trasporti pubblici (CTP) e la Posta. La cifra di 188,1 milioni - indica un comunicato - considera le irregolarità contabili risultate dal rapporto di revisione dell'UFT di febbraio 2018 nel traffico regionale viaggiatori tra il 2007 e il 2015, i trasferimenti illeciti nel trasporto locale e su mandato, le indennità indebitamente percepite tra il 2016 e il 2018 e gli interessi dovuti per legge, che da soli ammontano a quasi 27 milioni.
I trasferimenti illeciti di 17,2 milioni accertati tra il 2004 e il 2006 sono caduti in prescrizione, ma "la Posta ha deciso di individuare una soluzione per una loro restituzione spontanea", si legge nel comunicato.
L'accordo quadro per il pagamento - precisa la nota - acquisterà validità solo se, entro il 14 dicembre 2018, almeno 18 Cantoni e la Confederazione avranno concluso con la Posta un accordo individuale di attuazione dello stesso. Il volume di rimborsi ai 18 Cantoni firmatari deve inoltre essere pari ad almeno 50 milioni di franchi. I Comuni saranno rimborsati attraverso i Cantoni.
Un comunicato del Canton Grigioni precisa che dei quasi 21 milioni di rimborso previsti, 15,2 andranno al Cantone, mentre 5,7 milioni saranno ripartiti tra circa 25 Comuni e Regioni. Dal canto suo il Dipartimento del territorio ticinese indica che il calcolo degli importi destinati ai Comuni verrà effettuato "nelle prossime settimane" in base alla ripartizione dei costi prevista dalla legge cantonale sui trasporti pubblici.
Lo scandalo AutoPostale era scoppiato lo scorso 6 febbraio, quando l'UFT ha reso noto di aver scoperto nell'autunno precedente, durante l'ordinaria attività di revisione del conteggio delle prestazioni, che l'azienda di trasporto della Posta, tra il 2007 e il 2015, aveva effettuato trasferimenti illeciti di utili dal traffico regionale viaggiatori (TRV) sovvenzionato ad altri settori di attività, ottenendo indebite indennità federali e cantonali.
Secondo il rapporto di revisione la somma da restituire nel TRV per il periodo esaminato era di 78,3 milioni di franchi. A quel momento non era ancora noto se e in che misura Cantoni e Comuni fossero interessati anche da trasferimenti nel traffico locale e su mandato. Ulteriori accertamenti, riguardanti anche il periodo 2016-18 e quello precedente il 2007 hanno portato al calcolo della somma che sarà ora restituita.
La vicenda AutoPostale ha suscitato grande scalpore e un vero terremoto all'interno della Posta. Il 10 giugno la direttrice generale del "gigante giallo" Susanne Ruoff ha finito per cedere alle pressioni e ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato, assumendosi la responsabilità di quanto avvenuto ma negando di essere stata a conoscenza delle irregolarità. Il giorno dopo, il Consiglio di amministrazione della Posta - a sua volta criticato da più parti - ha comunicato l'esonero dell'intera direzione di AutoPostale.
Il 16 giugno ha annunciato le proprie dimissioni anche il vicepresidente del Cda Adriano Vassalli, seguito dieci giorni dopo da un altro membro dell'organo di vigilanza, Susanne Blank, mentre è rimasto in sella il presidente Urs Schwaller, finito anch'egli nel mirino dei politici.
L'accordo raggiunto oggi chiude la vicenda AutoPostale per quanto riguarda l'aspetto finanziario. Rimane invece ancora aperto il capitolo giudiziario. Lo scorso 27 febbraio il Consiglio federale ha affidato all'Ufficio federale di polizia (fedpol) il procedimento penale amministrativo contro la Posta, i cui uffici alla sede centrale di Berna sono stati anche oggetto di una perquisizione il 15 agosto.
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