
La Posta Svizzera esternalizza 27 posti di lavoro nel settore delle pulizie specializzate della sua unità di supporto IMS (Posta Immobili Management e Servizi SA). A partire da ottobre 2026, questi compiti saranno assunti da un partner esterno. Stando al sindacato transfair, che critica aspramente la decisione del Gigante giallo, «non tutte le persone interessate riceveranno un nuovo posto di lavoro e chi cambierà datore di lavoro per passare al partner esterno dovrà aspettarsi un peggioramento delle proprie condizioni di lavoro».
In una nota del sindacato si legge che «i dipendenti interessati si trovano principalmente nella Svizzera tedesca e si occupano, tra l'altro, della pulizia delle facciate e delle finestre esterne degli edifici. Un lavoro che richiede conoscenze e attrezzature specifiche. A partire da ottobre 2026, i loro compiti saranno affidati a un partner esterno attivo nel settore delle pulizie, già regolarmente incaricato dalla Posta».
E ancora: «Nonostante alcune delle persone interessate riceveranno un’offerta di lavoro all’interno della Posta o presso l’azienda esterna, non sarà affatto così per tutte. E chi cambierà verso il partner esterno dovrà aspettarsi un peggioramento delle proprie condizioni di lavoro: lì viene applicato un contratto collettivo di lavoro (CCL) meno vantaggioso. Ciò comporterà conseguenze sulle condizioni di lavoro e salariali.
Diego Frieden, responsabile supplente della categoria Posta/Logistica presso transfair e responsabile per il partenariato sociale IMS, ha dichiarato: «Delle soluzioni interne per il proseguimento dell’impiego non sono garantite. transfair teme che una parte di questi 27 dipendenti si trovi in fin dei conti senza un lavoro, o debba lavorare presso per il partner esterno per condizioni meno favorevoli. Il sindacato insisterà affinché soluzioni eque siano trovate per tutte le persone».
Secondo transfair: «Questa decisione arriva in un momento delicato: IMS ha appena concluso la sua riorganizzazione interna Unité. Ed ecco ora un’altra misura di grande impatto. Il motivo è che la Posta intende dimezzare il proprio mandato di servizi di pulizia specializzata. Ciò significa che il gruppo Posta intende rinunciare in futuro a un certo livello di qualità per quanto riguarda la manutenzione dei propri edifici». Il sindacato conclude: « Dal 2024, La Posta ha ripetutamente ridotto o esternalizzato il personale, con conseguenze significative per quest’ultimo».
La reazione della Posta Svizzera
La Posta Svizzera ha reagito alla nota di transfair, precisando sul suo blog: «Da anni la Posta persegue con coerenza l’ottimizzazione dei costi e dell’efficienza nell’ambito di un processo continuo, migliorando al contempo l’utilizzo delle superfici a uso ufficio e operativo. A causa della minore necessità di pulizie speciali, a partire dal 1º ottobre 2026 la Posta conferirà l’incarico a partner esterni in tutta la Svizzera. Per i collaboratori e le collaboratrici per i quali non esiste una soluzione di reimpiego, la Posta adotta misure socialmente sostenibili. Ciò significa: Per i 27 collaboratori coinvolti (25,9 ETP) nel settore delle pulizie speciali, la Posta valuta soluzioni di ricollocazione interne e, laddove ciò non sia possibile, offre sostegno mediante il piano sociale e ulteriori misure di accompagnamento, come ad esempio opportunità di formazione continua. I collaboratori coinvolti si distribuiscono tra 25 persone nella Svizzera tedesca e 2 nella Svizzera romanda. Nell’unità Posta Immobili lavorano complessivamente circa 850 collaboratori. In alcune regioni la Posta si affida già da tempo alla collaborazione con partner esterni per le pulizie speciali dei propri edifici. In Ticino, ad esempio, questi servizi sono già interamente affidati a fornitori esterni. La Posta ha maturato esperienze positive con questo modello, poiché consente di gestire i lavori in modo più mirato e in base alle effettive esigenze. Le pulizie speciali comprendono prestazioni che vanno oltre la normale pulizia di manutenzione. Si tratta in particolare di interventi complessi che richiedono competenze specifiche o attrezzature speciali, come ad esempio la pulizia delle facciate. Laddove le condizioni quadro mutano, la Posta adegua costantemente le proprie strutture. L’obiettivo della Posta resta quello di garantire anche in futuro il servizio postale universale finanziandolo in modo autonomo, ossia senza ricorrere a fondi pubblici».

