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Svizzera
"La Posta di domani", il gigante giallo ristruttura
"La Posta di domani", il gigante giallo ristruttura
"La Posta di domani", il gigante giallo ristruttura
Redazione
6 anni fa
Syindicom è però preoccupata da alcune delle decisioni previste, specificando che le condizioni di lavoro "non sono negoziabili"

La Posta ha annunciato oggi l'inizio della pianificazione di una nuova grande fase di ristrutturazione interna, denominata "La Posta di domani". Tre i punti principali del nuovo corso del gigante giallo: La Posta deve "agire oggi per essere pronta ad affrontare il futuro", sfruttando ad esempio lo spostamento dei volumi dalle lettere ai pacchi per impiegare le sue risorse in maniera trasversale ai prodotti. Per questo intende accorpare i servizi logistici nel settore delle lettere e dei pacchi in un’unica unità operativa, in modo da offrire "anche in futuro posti di lavoro interessanti nella spartizione e nel recapito". In secondo luogo, sarà garantito il segreto epistolare anche negli scambi per via digitale. Infine si prevede di stabilizzare a 800 unità il numero di filiali di RetePostale in Svizzera, come stabilito nell'ultimo periodo strategico. La Posta aprirà inoltre la sua rete alle aziende di servizi e alle autorità. "Con questo chiaro cambiamento di rotta", si legge, "si mira a concludere la trasformazione sistematica delle filiali gestite in proprio".

Syndicom preoccupataSyndicom, in reazione alla notizia, risponde di aspettarsi siano fissati precisi paletti, che sia assicurato il coinvolgimento dei dipendenti e che le condizioni di lavoro di questi ultimi "non sono negoziabili". Il collegamento ancora più saldo delle unità del gruppo PostMail e PostLogistics infatti nasconderebbe il rischio che le condizioni di lavoro vengano messe in discussione, inoltre, si legge, con la ristrutturazione di RetePostale si separeranno le filiali dalla società del gruppo Posta CH SA e "in passato a questa unità del gruppo erano state ascritte in modo mirato delle perdite con lo scopo di legittimarne lo smantellamento". Il responsabile del settore, Matteo Antonini, si dice preoccupato: «Le promesse non basteranno. Insisteremo sugli obblighi e anche la politica farebbe bene a sancire per legge il diritto della popolazione. Altrimenti la ristrutturazione potrebbe presto trasformarsi in uno smantellamento.» Si chiede quindi che il contratto collettivo di lavoro mantenga invariata la sua validità e che le altre unità del gruppo vengano obbligate ad acquistare le loro prestazioni da RetePostale e che queste vengano compensate coprendo i costi. Infine, si chiede al legislatore di sancire a livello normativo il mandato di prestazioni di RetePostale.

Soddisfazione di TransfairPiù morbida la reazione di Transfair, che plaude alla decisione: "La Posta ha deciso di ristrutturare e ampliare, non di tagliare: investirà infatti miliardi di franchi e desidera compiere il cosiddetto turnaround con le proprie forze". Tuttavia, si sottolinea: "Senza il personale non si va da nessuna parte. (...) Per Transfair è fondamentale che la Posta punti a una garanzia dei posti di lavoro a lungo termine e che prenda sul serio il suo obbligo di assistenza come datore di lavoro" 

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