
Gli attivisti per il clima questa mattina si sono riuniti a Paradeplatz per occupare le entrate delle sedi di Credit Suisse e Ubs. Sono circa 200 le persone presenti che hanno l’obiettivo di protestare contro i massicci investimenti effettuati dalle istituzioni finanziarie svizzere in petrolio, gas e carbone. Un’ora fa la polizia ha iniziato le operazioni di sgombero delle centinaia di manifestanti del movimento per il clima “Rise Up For Change”. L’evacuazione della zona è più complicata del previsto perché diversi attivisti si sono legati mani e gambe rimanendo immobili davanti agli ingressi delle banche. Attualmente più della metà dei manifestanti sono stati perquisiti e identificati dalle autorità, rimangono ancora un paio di persone che volontariamente si sono incastrate nei bidoni della spazzatura. La polizia ha fermato una trentina di persone.
Paradeplatz è occupata
Sono bastati pochi minuti per riempire la piazza e in poco tempo sono stati occupati gli ingressi delle banche in modo “creativo” con barili, file di biciclette e sedendosi a terra. “La campagna ha avuto successo e si è svolta in modo sicuro. Ora speriamo che gli investimenti dannosi per il clima delle banche abbiano una fine“, afferma Frida Kohlmann, portavoce dei media per la settimana della campagna Rise Up for Change.
La polizia sgombera
Verso le 8.15 la polizia ha chiesto ai manifestanti di riaprire l’accesso delle banche e alle 8.30 ha iniziato lo sgombero portando via gli attivisti. Stando a quanto riportano i manifestanti su Twitter la polizia starebbe impedendo ai giornalisti di arrivare nella zona interessata. “L’azione ha avuto successo e si è svolta in tutta sicurezza”, ha dichiarato Frida Kohlmann. Due ore dopo gli stessi attivisti hanno annunciato che le forze dell’ordine hanno iniziato l’evacuazione perché - hanno spiegato citando i funzionari di polizia - “non soddisfano i requisiti per un’occupazione di domicilio”. Secondo gli attivisti, si legge sempre su Twitter, verso le 11.30 “le entrate di Credit Suisse e UBS sarebbero ancora occupate da alcuni manifestanti, contrariamente a quanto dicono i media”.
“Gli istituti finanziari svizzeri stanno distruggendo il clima”
Le istituzioni finanziarie svizzere, soprattutto Credit Suisse, UBS e BNS, investono miliardi in società che estraggono e bruciano petrolio, carbone e gas. È questa l’accusa mossa dagli attivisti. In questo senso, gli istituti finanziari svizzeri, in quanto responsabili fino al 2% delle emissioni globali di gas serra, “hanno un’enorme responsabilità per le conseguenze della crisi climatica”.
Protesta contro l’inerzia di Credit Suisse e UBS
“Finora Credit Suisse e UBS hanno reagito in modo tutt’altro che appropriato alla crisi climatica. Ecco perché oggi il movimento per la giustizia climatica sta occupando la sede del Credit Suisse e gli uffici di UBS, per attirare l’attenzione sulle conseguenze dell’inerzia delle istituzioni finanziarie svizzere. Con la nostra campagna chiediamo che le istituzioni finanziarie svizzere passino a un percorso rispettoso del clima”, spiega Kohlmann.
Le richieste
La crisi climatica allontana e uccide le persone attraverso incendi boschivi, epidemie di locuste, eventi meteorologici estremi e ondate di calore. Per questo motivo il movimento per il clima ha deciso di ricorrere a una massiccia disobbedienza civile. “La gente sta già morendo e perdendo le proprie case a causa della catastrofe climatica, come hanno dimostrato le alluvioni delle ultime settimane. L’ignoranza da parte dei decisori è insopportabile vista l’aggravarsi della situazione. Ricorriamo quindi consapevolmente a forme di pacifica disobbedienza civile per agire contro questo sistema finanziario che distrugge il clima. Per evitare che accadano cose peggiori, chiediamo alle istituzioni finanziarie svizzere di eliminare immediatamente tutti gli investimenti nei combustibili fossili”, conclude Guillaume Durin, portavoce dei media di Rise Up for Change.
Le azioni
La settimana d’azione “Rise Up for Change” a favore del clima è iniziata venerdì a Zurigo, con l’allestimento di un “campo climatico” nella zona dell’ex stadio dell’Hardturm. L’obiettivo, hanno spiegano gli organizzatori, è di “mettere le istituzioni finanziarie svizzere su una traiettoria sociale e climatica”. Nel corso della settimana sono previsti incontri, workshop, concerti, momenti di svago e di discussione incentrati sulla responsabilità climatica della piazza finanziaria. La prima parte della settimana d’azione si svolge a Zurigo, la seconda a Berna e avrà nel mirino in particolare la Banca Nazionale Svizzera (BNS), il governo, i cantoni, nonché l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA). Il prossimo 6 agosto è prevista una manifestazione di chiusura nella Città federale.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

