
Avrebbe dovuto durare 72 ore la protesta live organizzata dalla Gioventù socialista svizzera (GISO) in alternativa alla manifestazione vera e propria che il Comune di Davos aveva deciso di non autorizzare a causa dello spazio estremamente limitato dovuto alle copiose nevicate.
Martedì sera i Giovani socialisti avevano istallato una telecamera nei pressi del centro congressi del WEF e trasmesso in streaming una protesta alternativa fatta di interviste, vox populi e discussioni. La presidente della GISO Tamara Funiciello aveva garantito della legalità dell’azione, sostenendo di aver informato la Polizia cantonale grigionese.
Durante la notte tra martedì e mercoledì lo streaming non ha subito interruzioni (la Polizia ha effettuato qualche controllo nella zona delle riprese), ma verso le 9.30 – scrive il Tages Anzeiger - la trasmissione è stata ‘oscurata’ dall’intervento delle forze dell’ordine, che hanno fermato e portato in centrale tre giovani. Dopo un paio d’ore sono stati rilasciati. "Controllo di routine", ha fatto sapere la Polizia grigionese”.
“È stata una vera e propria dimostrazione di forza da parte della Polizia”, ha attaccato la segretaria della GISO Julia Baumgartner.
I guai, tuttavia, non sono finito con l’intervento delle forze dell’ordine. Dopo che i tre giovani fermati sono stati rilasciati lo streaming è ripreso ma nella serata di ieri si è nuovamente interrotto a causa di problemi tecnici, ripristinati nella mattinata di oggi.
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