
Una transgender è stata al centro di una controversia ieri alla piscina pubblica del Marzili, complesso situato nel cuore di Berna. Dopo un alterco nello spazio riservato alle donne, la polizia è intervenuta e ha ammanettato la protagonista della vicenda, che avrebbe riportato ferite curate in ospedale.
Cosa è successi
Due donne che si trovavano nel cosiddetto «Paradiesli», un'area a esclusivo utilizzo femminile, si sono sentite molestate dalla presenza della transessuale. Hanno quindi segnalato l'accaduto alla sicurezza privata, che ha in seguito contattato la polizia. La donna, malgrado le sollecitazioni del personale e le lamentele di vari ospiti, si è rifiutata di lasciare lo spazio. Durante il controllo dell'identità, diversi presenti hanno mostrato solidarietà nei suoi confronti, ostacolando l'intervento degli agenti, evidenziano le forze dell'ordine cantonali in un comunicato. La diretta interessata ha a sua volta opposto resistenza attiva.
Nella concitazione, una persona, non ancora identificata, ha aggredito fisicamente una poliziotta. Questa ha riportato ferite lievi, indica la nota.
Intervento «sproporzionato»
Dal canto suo, l'entourage della donna definisce in una dichiarazione «sproporzionato» l'intervento della polizia. Sei agenti avrebbero fatto uso eccessivo della forza per costringerla a terra e ammanettarla.
Secondo fonti vicine all'interessata, interpellate da Keystone-ATS, la transgender è stata trattenuta per due ore e ha poi trascorso la notte in ospedale. Nel corso della lite avrebbe riportato «numerosi grossi ematomi».
Agenti uomini nella sezione femminile
Inoltre, viene criticato il fatto che tre agenti uomini sono entrati nella sezione femminile della piscina. Solo in seguito sono state chiamate delle poliziotte in supporto. Nella presa di posizione si chiede un'indagine indipendente e trasparente sull'episodio. Le forze dell'ordine cantonali riferiscono anche che dopo l'accaduto si è tenuta una manifestazione di solidarietà non autorizzata in Waisenhausplatz. Il raduno si è svolto pacificamente e senza danni materiali.
«A posteriori, si è trattato di una decisione sbagliata»
Nel pomeriggio sono arrivate le scuse della città di Berna per l'allontanamento della transessuale. «A posteriori, si è trattato di una decisione sbagliata», viene ammesso in un comunicato. «Tutte le persone che si identificano come donne e vivono come tali hanno accesso all'area nudista 'Paradiesli'», puntualizzano le autorità. L'ufficio dello sport intende in futuro informare in merito alle regole d'ingresso in modo più chiaro. Secondo la città, la persona in questione non è stata percepita come donna dagli altri bagnanti a causa di alcune caratteristiche fisiche. Le discussioni con la sicurezza non sono servite a stemperare la situazione e di conseguenza la struttura ha deciso di chiamare la polizia per cacciare la donna. Una valutazione errata, fanno mea culpa le autorità, provocata dall'atmosfera di tensione venutasi a creare.

