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"La politica dei media non è più al passo con i tempi"
Keystone-ats
4 anni fa
Secondo Avenir Suisse, benché il settore mediatico sia in pieno fermento e invaso da molteplici novità, sul piano della politica non sono stati fatti grossi cambiamenti.

Secondo il "think tank" liberale Avenir suisse, l'attuale politica di promozione dei media "non è più al passo coi tempi": malgrado la digitalizzazione abbia stravolto il panorama mediatico, continuano a essere promossi soprattutto strumenti analogici. Il mandato della Ssr andrebbe poi rivisto.

“Strumenti ormai obsoleti”

La carta stampa, le stazioni radio e le emittenti televisive denunciano un inarrestabile calo di pubblico. Parallelamente, tuttavia, il settore mediatico è in pieno fermento e invaso da molteplici novità, con piattaforme online che registrano un costante aumento di utenti. Intanto però sul piano della politica è cambiato poco, afferma Avenir Suisse in una pubblicazione recente. Dal cambio del millennio il finanziamento a favore dei media è aumentato del 20% a 1,5 miliardi di franchi. Fondi che promuovono prevalentemente strumenti di politica mediatica ormai obsoleti e assai poco incisivi, scrive il "serbatoio di idee" finanziato da oltre 140 sostenitori privati, fra industrie, banche e assicurazioni. Tutto ciò - aggiunge - ha poco senso nel mondo digitale e inoltre "genera effetti collaterali indesiderati", soprattutto le distorsioni della concorrenza, con "il settore privato che viene messo spalle al muro a danno della pluralità dell'offerta".

Limitare l'offerta della Ssr

Secondo Avenir Suisse bisogna invece tener d'occhio alcune attività di imprese (parzialmente) statali come La Posta. Ma anche gli interventi a livello comunale e cantonale, poiché "in taluni casi il lavoro giornalistico si avvicina pericolosamente alla politica, con effetti distorsivi sulla concorrenza". Il principale beneficiario della politica attuale è "il pachiderma Ssr", che riceve annualmente 1,2 miliardi di franchi, ossia l'80% dei finanziamenti ai media elvetici. L'attuale pacchetto prezzo/offerta del mandato di servizio di base non è più in linea con la realtà digitale e occorre riformularne rapidamente gli estremi, sostiene il "think tank" liberale. Soprattutto il mandato di prestazioni della Ssr dovrebbe essere limitato a contenuti mediatici che non sono offerti dai privati e che sono rilevanti per il buon funzionamento di una società democratica, scrive Avenir Suisse. L'offerta della Ssr dovrebbe poi "essere accompagnata anche da un'evoluzione della redditività vincolante per l'azienda". Occorre inoltre un nuovo modello tariffario differenziato, in modo da ridurre le tasse obbligatorie e diminuire le distorsioni della concorrenza.

Mandati di prestazione

Il laboratorio di idee che mira a sviluppare "idee liberali per il futuro della Svizzera orientate all'economia di mercato" ammette che in alcuni settori il funzionamento non potrebbe reggere in base alle regole del mercato, per esempio nel giornalismo investigativo o nelle ricerche complesse e negli argomenti complicati. Questa situazione potrebbe essere risolta, come nel caso della ricerca di base, finanziando puntualmente la promozione di progetti, programmi o persone. Secondo Avenir Suisse a lungo termine la Ssr dovrebbe trasformarsi in un cosiddetto "Public Content Provider", ossia fornitore pubblico di prodotti mediatici non disponibili sul mercato in base a un mandato di prestazioni. A differenza della situazione attuale i contenuti non verrebbero tuttavia trasmessi dalla Ssr stessa, ma messi all'asta per aziende private che si occuperebbero della successiva diffusione.

 

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