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Berna
La pensione di Guy Parmelin sarà 239 mila franchi all'anno
©Keystone/Anthony Anex
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Ats
12 ore fa
Viene calcolata sulla metà dello stipendio percepito in servizio, che ammonta attualmente a 478.166 franchi lordi: il vodese perderà invece alcuni benefit quali un veicolo di servizio o spazi d'uffici pagati dallo Stato

Il fresco consigliere federale dimissionario Guy Parmelin godrà di un contributo pensionistico lordo di 239'083 franchi annui. Questo viene infatti calcolato sulla metà dello stipendio percepito in servizio, che ammonta attualmente a 478'166 franchi lordi.

I membri del Governo, i giudici federali e i cancellieri federali ricevono una pensione di anzianità anziché una rendita. Ciò perché i rappresentanti eletti non dispongono di un piano previdenziale e, dopo le dimissioni o la mancata rielezione, non hanno né un reddito né una rendita.

Parmelin perderà invece alcuni benefit quali un veicolo di servizio o spazi d'uffici pagati dallo Stato. La pensione, adattata al rincaro, viene inoltre percepita dagli ex consiglieri federali soltanto nel caso questi non svolgano altre attività lucrative.

Discussioni sul compenso di Blocher

A scatenare le discussioni riguardo alle pensioni dei consiglieri federali fu Christoph Blocher, che alla sua mancata rielezione nel 2007, rinunciò inizialmente al suo compenso. Tuttavia il democentrista rivendicò di voler spendere il suo denaro invece che lasciarlo alla Confederazione nel luglio 2020. Alla fine il Consiglio federale gli riconobbe cinque annualità, vale a dire circa 1,1 milioni di franchi rispetto ai 2,7 richiesti.

Tra i più recenti dimissionari dall'Esecutivo le cifre, a causa del rincaro, sono leggermente inferiori a quelle che percepirà il vodese: anche Viola Amherd si avvicina ai 240'000 franchi, Alain Berset ne riceve poco meno di 230'000 franchi, mentre Simonetta Sommaruga e Ueli Maurer si aggirano sui 220'000.

Pensione controversa

Il riconoscimento di una pensione ai consiglieri federali non è però scontato. Nel 2024 la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) avrebbe voluto eliminarlo completamente, ma l'anno successivo il Consiglio nazionale cassò il progetto.

Nel giugno 2025 questo aveva respinto, con 93 voti contro 90 e 3 astensioni, un'iniziativa parlamentare di Rémy Wyssmann (UDC/SO) volta a assoggettare i magistrati al sistema di previdenza professionale. La Camera del popolo si è così allineata alla posizione di una minoranza della propria commissione e alla volontà della maggioranza della commissione del Consiglio degli Stati. Da allora l'oggetto è considerato chiuso.