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Svizzera
"La partecipazione politica dei disabili va promossa"
Keystone-ats
3 anni fa
Le attuali strutture politiche della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni, compresi i partiti, non sono accessibili senza barriere, segnala Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale.

Benché costituiscano il 22% della popolazione, i disabili sono ancora chiaramente sottorappresentati in politica. Affinché tali persone possano far valere le proprie idee a livello istituzionale, il Consiglio federale si dice pronto ad avviare uno studio, come chiede un postulato della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale. La palla passa ora al Parlamento. In particolare l'indagine dovrà determinare se la Confederazione e i Cantoni possano promuovere una partecipazione paritaria e autodeterminata dei disabili alla vita politica mediante misure di sostegno e compensazione degli svantaggi.

Le problematiche riscontrate

Il postulato riprende i contenuti della petizione formulata durante la prima sessione svizzera delle persone con disabilità. Le attuali strutture politiche della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni, compresi i partiti, fa valere la commissione, non sono accessibili senza barriere. A questo proposito un problema è costituito anche dalla mancanza di finanziamenti, di prestazioni di assistenza e della compensazione degli svantaggi. Attualmente, ad esempio, sono i disabili stessi che, per poter avere pari opportunità, devono ad esempio assumersi i costi per la traduzione in lingua dei segni durante una campagna elettorale.

"La situazione può essere cambiata"

I disabili sono toccati da questioni politiche di ogni genere e apportano competenze specifiche. Oggigiorno, a causa della loro sottorappresentazione, sono coinvolti troppo poco o troppo tardi nel processo politico. Questa situazione può essere cambiata, secondo la commissione, formalizzandone il coinvolgimento a livello federale.

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