
Dopo un buon inizio 2020, in cui si è registrato un aumento di viaggiatori del 4% a gennaio e febbraio, il coronavirus ha inferto un duro colpo alle FFS. Nel primo semestre dell’anno la media giornaliera è stata di 810mila viaggiatori, cioé oltre un terzo in meno rispetto all’anno precedente (1,29 milioni). Durante il lockdown l’ex regia federale ha mantenuto l’offerta di base grazie all’impegno dei collaboratori. Mentre i ricavi sono crollati, il mantenimeno dell’offerta non ha permesso di contenere i costi in misura significativa. La perdita semestrale è di 479 milioni di franchi (l’anno precedente: più 279 milioni). Lo ha reso noto oggi l’ex regia federale, durante una conferenza stampa in cui ha presentato il risultato semestrale.
Liquidità garantita dalla Confederazione, avviate misure di risparmio
Grazie al sostegno della Confederazione per il momento la liquidità delle FFS è assicurata. La Confederazione ha inoltre adottato un messaggio speciale concernente il sostegno ai settori dei trasporti pubblici con diritto di indennità trasmetttendolo al Parlamento. Le Camere ne discuteranno durante la sessione autunnale.
Tutto il settore dei trasporti pubblici ha dovuto mettere in campo ingenti misure di condiscendenza a causa del Covid-19. In totale i clienti titolari di abbonamenti hanno ricevuto 100 milioni di franchi di indennizzi, ricordano le FFS. Inoltre i canoni di locazione sono stati sospesi o ridotti durante il lockdown, mentre i salari dei collaboratori sono sempre stati pagati per intero. La domanda di lavoro ridotto, sottolineano ancora le FFS, è stata rifiutata dalle autorità cantonali preposte al mercato del lavoro, “nonostante negli ultimi 20 anni le FFS e i suoi collaboratori abbiano versato alla cassa di disoccupazione oltre un miliardo di franchi”. Contro questa decisione le FFS hanno presentato ricorso.
Le misure di risparmio introdotte già a fine aprile, come il blocco delle assunzioni nei settori amministrativi, garantiscono circa 250 milioni di franchi fino alla fine dell’anno. Per quest’anno gli investimenti in ambito IT, energia e innovazione sono stati ridotti e alcuni progetti sono stati posticipati agli anni successivi. Le misure di risparmio non riguardano l’operatività dell’esercizio ferroviario e la sicurezza.
Previsto un miglioramento della situazione finanziaria nel secondo semestre
Segnali di ripresa si sono registrati a giugno, con un aumento dei passeggeri. “Praticamente tutti si attengono all’obbligo della mascherina imposto a luglio dalla Confederazione” rileva l’ex regia federale. Il grado di occupazione attuale nel traffico a lunga percorrenza di attesta al 70% rispetto ai livelli dell’anno precedente, mentre nel traffico regionale all’80%. Le FFS contano quindi su un graduale aumento della domanda nel secondo semestre, con una situazione finanziaria che sarà “un po’ meno tesa”.
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