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Svizzera
La pandemia ha avuto un forte impatto sulle spese in ambito sociale
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
Stando al rapporto sulla situazione sociale della Svizzera, pubblicato dall'Ufficio federale di statistica, nel settore della disoccupazione l'aumento delle spese è stato di ben 14 miliardi di franchi.

Ogni 4 anni l'Ufficio federale di statistica (UST) redige un rapporto sulla situazione sociale della Svizzera per farsi un'idea complessiva dei cambiamenti socioeconomici e delle condizioni di vita della popolazione. Rispetto al 2019, la situazione è profondamente cambiata. Oltre alle classiche sfide in ambito di politica sociale (per esempio l'invecchiamento della popolazione e i suoi effetti sul finanziamento della assicurazioni sociali e l'aumento della popolazione straniera residente e la sua integrazione), si sono aggiunte la gestione della pandemia e le sue ripercussioni.

Aumento delle spese di 14,3 miliardi di franchi

Le spese per le prestazioni sociali hanno in particolare segnato un forte incremento temporaneo nel primo anno della pandemia. Solo il settore della disoccupazione ha registrato una aumento delle spese di 14 miliardi di franchi. "Gli effetti negativi della pandemia hanno potuto essere contenuti grazie a provvedimenti quali l’indennità per lavoro ridotto, l’indennità per perdita di guadagno destinata ai lavoratori indipendenti o indennità giornaliere supplementari per persone disoccupate", sottolinea l'UST. "È stato così possibile evitare, ad esempio, un aumento più marcato della disoccupazione".

I trasferimenti sociali riducono significativamente la povertà

I trasferimenti sociali previsti dal sistema di sicurezza sociale svolgono un ruolo importante nella prevenzione della povertà anche al di fuori dei periodi di crisi. "Senza i trasferimenti, quasi un terzo della popolazione svizzera verserebbe in condizioni di povertà reddituale", puntualizza l'UST. Grazie alle sole prestazioni di vecchiaia e superstiti, questo valore quasi si dimezza. Considerando poi tutti i trasferimenti sociali - come gli assegni familiari, le rendite d’invalidità, le riduzioni dei premi dell’assicurazione malattie, l’aiuto sociale o le indennità giornaliere dell’assicurazione contro la disoccupazione - il tasso di povertà si attesta infine all’8,7%. Anche in questo caso, le persone particolarmente colpite sono quelle disoccupate, quelle che vivono in economie domestiche monoparentali, quelle di nazionalità straniera e quelle che non hanno una formazione postobbligatoria. L’attività professionale tuttavia non è sempre garanzia di un salario sufficiente per il sostentamento; il 4,2% della popolazione attiva occupata vive al di sotto della soglia di povertà.

Cresce la percentuale delle persone molto soddisfatte della propria situazione finanziaria

Le condizioni di vita della popolazione in Svizzera sono caratterizzate da una percentuale crescente di persone molto soddisfatte della propria situazione finanziaria. "Si tratta in particolare di profili ad alto reddito, come gli over 65, le persone proprietarie dell’abitazione in cui risiedono, quelle con una formazione terziaria e le persone di nazionalità svizzera". Viceversa, la popolazione delle fasce di reddito più basse "ha difficoltà a pagare anche le spese strettamente necessarie". In questo gruppo rientrano in particolare le persone disoccupate, quelle di nazionalità straniera, quelle senza formazione postobbligatoria e le economie domestiche monoparentali. Esistono differenze sociali anche in termini di formazione e di salute. "Ad esempio, quanto migliore è il livello di formazione, tanto più grande è la partecipazione a corsi di formazione continua; inoltre si osserva che le persone senza formazione postobbligatoria rinunciano più spesso a prestazioni mediche".