Cerca e trova immobili
Svizzera
La mortalità in Svizzera non è aumentata
In Ticino nei primi sette mesi dell’anno, invece, i decessi sono aumentati di oltre il 14%. Foto CdT/Gabriele Putzu
In Ticino nei primi sette mesi dell’anno, invece, i decessi sono aumentati di oltre il 14%. Foto CdT/Gabriele Putzu
Filippo Suessli
6 anni fa
Un’analisi mostra come nella Confederazione non vi sia stata sovramortalità nel 2020, diversi i dati dei cantoni più colpiti, tra cui il Ticino che registra un +14%

Il Covid-19 non colpisce ovunque allo stesso modo. Lo stiamo vedendo nelle ultime settimane, durante le quali il Ticino sta vivendo un’evoluzione positiva, pochi nuovi casi e nessun decesso legato al coronavirus da oltre due mesi. In altri cantoni, invece, i contagi stanno nuovamente salendo. Tra marzo e maggio, invece, la situazione era diametralmente opposta. Le differenze regionali appaiono evidenti anche a livello di mortalità. Da gennaio a oggi, infatti, i decessi in Svizzera sono diminuiti rispetto alla media quinquennale dello stesso periodo. A rivelarlo un’analisi di Le Matin Dimanche. In alcuni cantoni però, Ticino compreso, la crescita è stata importante.

Ticino: +14%

Fino alla fine di luglio in Svizzera sono morte, per ogni genere di causa, 39’211 persone. Si tratta di 538 persone in meno rispetto allo stesso periodo del 2019, addirittura 1’685 in meno rispetto al 2015. Se si confronta il dato con la media degli anni 2015-2019 non vi è stata pressoché alcuna variazione (-0.1%). Diverso, invece, quanto è accaduto in Ticino, Ginevra, Vallese e in altri cantoni. Durante il picco epidemico qui si sono registrati tassi di mortalità doppi. E, contando tutti i mesi dell’anno, il nostro cantone ha registrato oltre il 14% di sovramortalità rispetto alla media quinquennale, medesimo dato per Ginevra. Peggio ha fatto solo Obvaldo, ma essendo un piccolo cantone (ha 37mila abitanti) il raffronto non è particolarmente significativo. Gli altri cantoni ad aver vissuto un incremento della mortalità sono Vallese, Friburgo, Giura, Basilea Campagna, Svitto e Glarona.

Mortalità in Europa

La sovramortalità europea dei primi sette mesi dell’anno è pari a 162mila persone. Ma anche qui le differenze si fanno notare. La Gran Bretagna ha avuto il 18% di morti in più, la Spagna il 17% e l’Italia il 12%. Esemplare, per differenziazione regionale, è proprio il caso italiano. Solo le regioni del nord hanno mostrato un incremento, con Bergamo che ha raddoppiato i numeri rispetto ai cinque anni precedenti. Altri paesi, invece, come Danimarca e Repubblica ceca, hanno visto la mortalità calare di circa un punto percentuale.

Come mai?

Quella del calo della mortalità in Svizzera è una questione che interroga gli specialisti. Con oltre 1’700 morti per una malattia che non esisteva negli scorsi anni, è difficile credere che la mortalità sia, seppur di poco, scesa. “Vuol dire che questi 1’700 decessi sono stati compensati da una sottomortalità da qualche parte”, spiega a Le Matin Dimanche Antoine Flahault, direttore dell’Istitut de santé globale dell’Università di Ginevra. “Si potrebbe spiegare con il fatto che vi siano stati meno incidenti stradali, di sci o di montagna a causa del confinamento. Ma queste cifre restano comunque minime rispetto ai decessi per Covid”, afferma. Christoph Junker, medico ed epidemiologo dell’Ufficio federale di statistica, invece non è sorpreso: “Notiamo spesso che dopo un’epidemia la mortalità diminuisce. Questo è dovuto al fatto che alcune persone ad alto rischio sono decedute durante l’epidemia. Poi vi è una seconda ragione: le misure prese per contrastare il virus hanno come effetto secondario che meno persone muoiano per altre malattie. È un beneficio collaterale delle misure. Numerose altre malattie infettive sono diminuite grazie alle misure di igiene e di distanziamento”. Un esempio è l’influenza stagionale, che quest’anno ha avuto, stando ai dati dell’Oms, un tasso di mortalità estremamente basso.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata