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Svizzera
La metà dei produttori di latte svizzeri rischia di sparire
Redazione
17 anni fa

Dalla fine del contingentamento lattiero, all'inizio del mese, molti dei 27'000 produttori svizzeri si battono per la sopravvivenza e la metà di loro dovrà abbandonare l'attività se i prezzi del latte non saliranno. Lo ha detto questa sera al telegiornale della tv svizzera tedesca il consigliere nazionale (UDC/LU) Josef Kunz, presidente del "Bäuerliches Zentrum Schweiz" (centro contadino svizzero). Per trent'anni i contadini elvetici hanno limitato la loro produzione di latte, ricevendo in cambio un prezzo garantito. Ora che il contingentamento non esiste più le quantità di prodotte hanno preso l'ascensore e il prezzo del latte non è mai stato così basso: 58 centesimi al chilo, mentre in ottobre erano 84, ha spiegato Kunz. In molti paesi dell'UE gli agricoltori devono accontentarsi di ancora meno: 40 centesimi al chilo. Sempre la tg della SF1, il direttore della federazione dei Produttori svizzeri di latte (PSL), Abert Rösti, ha affermato che lo scenario previsto da Kunz "è assolutamente realista se i prezzi continuano a calare". Secondo Rösti la soppressione del contingente lattiero ha finora comportato una crescita del 7% della produzione, "con una pressione enorme sui prezzi". Per stabilizzare i prezzi la PSL cerca di stimolare un'azione unitaria fra i produttori. Una regolazione volontaria delle quantità avrebbe comportato una certa pressione sui trasformatori e i distributori, ma - ha aggiunto Rösti - molti contadini e organizzazioni del settore non voglio avere le mani legate ATS

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