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Circolazione
La maggior parte degli incidenti gravi riguarda veicoli a due ruote
© CdT/Chiara Zocchetti
© CdT/Chiara Zocchetti
Thomas Schürch
4 anni fa
Nell’ultimo periodo si è registrato un aumento degli incidenti gravi che hanno visto coinvolti motociclisti e ciclisti che utilizzano e-bike.

La Svizzera è tra i Paesi con una delle reti stradali più sicure al mondo. Tuttavia, negli ultimi anni il numero dei morti e dei feriti gravi non è più sceso, registrando una battuta d’arresto. Dal rapporto 2022 pubblicato dall’Ufficio prevenzione infortuni (Upi) emerge che le conducenti e i conducenti di motociclette, e-bike e biciclette tradizionali sono ormai rappresentati in tre su cinque danni gravi alla persona.

Le cifre

L’anno scorso, in Svizzera, 200 persone hanno perso la vita nella circolazione stradale, 27 in meno rispetto all’anno precedente. Il numero dei feriti gravi è salito a 3’933 (+ 140).

I veicoli maggiormente coinvolti

Il numero di danni gravi alla persona nei motociclisti dai 16 ai 17 anni ha registrato un’impennata rispetto all’anno precedente. Questo andamento potrebbe essere riconducibile al fatto che dal 2021 questa fascia d’età ha il permesso di guidare una 125 cm³. Da diversi anni, anche nella categoria delle bici elettriche si registra un aumento dei feriti gravi (2021: 531) e morti (2021: 17). L’anno scorso, in sella a una bici tradizionale, 841 persone hanno riportato ferite gravi o mortali, un dato rimasto pressappoco invariato rispetto al 2011 (837). Oltre la metà degli incidenti gravi con e-bike e biciclette tradizionali rientra nella categoria degli sbandamenti/incidenti per colpa propria. Le cause più comuni sono la disattenzione e la distrazione, nonché l’alcol. Sono frequenti anche le collisioni, queste però per la maggior parte non sono causate da chi guida.

Accento sulle persone particolarmente vulnerabili

Le persone che usano un veicolo monotraccia fanno parte degli utenti della strada più vulnerabili. “Nel nostro lavoro di prevenzione poniamo quindi l’accento su questo gruppo di utenti della strada”, afferma Mario Cavegn, capo del dipartimento Circolazione stradale presso l’Upi. “Per proteggerli occorrono misure a diversi livelli. Una buona infrastruttura stradale costituisce la base, in quanto aumenta la sicurezza di tutti gli utenti. Anche la tecnologia dei veicoli è un elemento importante. I sistemi di assistenza alla guida aiutano i conducenti in situazioni critiche e questo potenziale va sfruttato meglio in futuro”. Se i sistemi prevengono le collisioni, ne traggono vantaggio anche gli utenti della strada più vulnerabili che si spostano in sella a una moto, a una bicicletta tradizionale, a una e-bike, o ancora a piedi. Anche gli utenti della strada devono dare però il loro contributo: al volante di un’auto, molte persone viaggiano a velocità troppo elevate o si lasciano distrarre, e in sella a una bici non ci si rende sufficientemente visibili.

 

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