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Svizzera
"La libera circolazione ha fatto aumentare i posti di lavoro per gli svizzeri"
"La libera circolazione ha fatto aumentare i posti di lavoro per gli svizzeri"
"La libera circolazione ha fatto aumentare i posti di lavoro per gli svizzeri"
Redazione
7 anni fa
La direttrice della SECO Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch: "Ticino e Italia sono come due anziani che litigano"

Intervistata da "La Svizzera", della Camera di Commercio elvetica in Italia, la direttrice della SECO Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch spiega che la Svizzera dovrebbe investire maggiormente in Italia: "L’Italia è a livello mondiale il terzo partner commerciale della Svizzera. A conferma della loro solidità, queste relazioni si sono mantenute relativamente stabili anche durante gli anni di crisi. In molti settori le nostre aziende sono parte integrante delle catene del valore aggiunto mondiali o, quantomeno, europee. Perciò, viste anche la vicinanza geografica e le esigenze della produzione «just in time», le procedure d’importazione e di esportazione devono assolutamente potersi svolgere senza intoppi. Un altro aspetto importante sono le condizioni quadro per gli investimenti: in effetti, se si considerano il volume degli scambi e le grandi potenzialità dell’Italia, gli investimenti diretti svizzeri in questo Paese dovrebbero essere più elevati. Alla fine del 2017, in ordine di importanza l’Italia occupava l’undicesimo posto tra i Paesi destinatari degli investimenti svizzeri. Per incentivarli occorrerebbe migliorare la sicurezza giuridica, il livello di trasparenza e l’efficienza dell’amministrazione, rendere più flessibile il mercato del lavoro ed eliminare le barriere commerciali non tariffarie".

Inoltre Ineichen-Fleisch ha avuto modo di parlare delle relazioni tra Ticino e Italia: "Sono come i rapporti che legano una coppia di anziani: molte cose in comune, ci si conosce a fondo, e anche se non si va sempre d’accordo non si può fare a meno l’uno dell’altra. Nell'Ottocento e anche prima molti ticinesi sono emigrati in Italia, mentre nel secolo successivo molti italiani sono venuti in Svizzera e in Ticino. A volte si trattava di forza lavoro non qualificata, a volte invece di specialisti: anche oggi è così, ed è il risultato del rapporto tra domanda e offerta. Per consolidare i rapporti che storicamente intercorrono, a livello culturale ed economico, tra Svizzera italiana e Italia è necessario un impegno costante da entrambe le parti. Ma mi sembra che questo presupposto sia soddisfatto. Inoltre circa la metà degli scambi tra Svizzera e Italia avviene tra le regioni confinanti".

"Sarebbe bene ricordare, secondo me, che nel corso degli ultimi anni in Ticino grazie alla libera circolazione non sono stati creati posti di lavoro soltanto per gli italiani, bensì anche per la popolazione residente, il cui tasso di occupazione è cresciuto. Questi dati mostrano come per una regione di frontiera come il Ticino gli scambi con le regioni vicine, in cui si parla anche la stessa lingua, siano importanti. Senza una possibilità di accesso al mercato del lavoro italiano, il Ticino sarebbe soltanto un’area periferica della Svizzera. Auspico che l’andamento dell’economia sia positivo in entrambi i Paesi, e personalmente ritengo che a questo scopo serva soprattutto un’apertura reciproca".

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