Svizzera
“La guerra in Ucraina ha sconvolto la sicurezza”
Immagine Shutterstock
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3 mesi fa
A sostenerlo è il Servizio delle attività informative della Confederazione (Sic), secondo cui la Svizzera deve preoccuparsi dell’approvvigionamento alimentare, gestendo nel frattempo anche l'afflusso dei rifugiati e i cyberattacchi

L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia ha sconvolto l'ordine svizzero e europeo nel campo della sicurezza. E questa guerra avrà conseguenze a lungo termine sulla politica nazionale e internazionale. È quanto emerge dal rapporto annuale del Servizio delle attività informative della Confederazione (Sic). “Siamo testimoni di un cambiamento epocale”, ha scritto la ministra della difesa Viola Amherd nel preambolo del rapporto. Il conflitto impone all’Europa e alla Svizzera di ripensare la politica di sicurezza. Isolata, indebolita dal punto di vista militare ed economico, la Russia sarà un attore difficile e pericoloso nei prossimi anni. La Finlandia e la Svezia hanno chiesto la loro adesione alla Nato e gli Stati europei si apprestano ad aumentare massicciamente le loro spese in materia di difesa. Il budget dell'esercito svizzero seguirà questo trend, si legge nel rapporto del Sic.

Sicurezza alimentare e cybercriminalità
La guerra in Ucraina mette in pericolo la sicurezza alimentare su scala mondiale, ha ricordato l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao). Una penuria di alimenti può minacciare l'esistenza di talune popolazioni, ma anche generare l'instabilità di alcuni governi. La Svizzera deve quindi preoccuparsi della sicurezza dell'approvvigionamento, gestendo nel contempo l'afflusso dei rifugiati e i cyberattacchi. Il conflitto ha pure conseguenze economiche, rileva il rapporto. La guerra in Ucraina ha provocato anche un aumento dei casi di spionaggio e di criminalità online. Diversi Stati europei hanno espulso ufficiali dei servizi segreti russi. Mosca potrebbe rafforzare i suoi effettivi in Stati che non hanno proceduto ad espulsioni, come la Svizzera e in particolare la Ginevra internazionale.

Pandemia e radicalizzazione
Nel suo rapporto annuale, il Sic sottolinea pure il rafforzamento dell'estremismo violento durante la pandemia. Ritiene tuttavia che questa radicalizzazione dovrebbe calmarsi con la fine della crisi. Nel 2021, 202 episodi violenti sono stati osservati nell'ambito dell'estremismo di sinistra e 38 in quello dell'estremismo di destra. Rispetto a quello legato al Covid-19, gli estremismi di entrambe le parti dovrebbero rafforzarsi. Le violenze dovrebbero aumentare soprattutto in relazione a scontri tra i due blocchi. Per il Sic, la minaccia terroristica in Svizzera rimane elevata. Lo scenario più probabile è attualmente quello di un atto di violenza commesso da un autore isolato e ispirato dal jihadismo.

Rivalità
Il conflitto nell'Europa dell'Est e la pandemia di coronavirus hanno provocato un rafforzamento delle tendenze politiche in materia di sicurezza esistenti. L'ordine mondiale è già contraddistinto dalla rivalità strategica tra Stati Uniti e Cina. Il partenariato anti-occidentale tra la Cina e la Russia è diventato più stretto. Il fenomeno potrebbe acuirsi con l'invasione dell'Ucraina del 24 febbraio. Secondo il Sic, il mondo si divide in due sfere di influenza, una americana e l'altra cinese. Le risposte comuni alle sfide globali quali il terrorismo, la proliferazione nucleare, le pandemie o ancora il cambiamento climatico sono sempre più difficili a causa delle rivalità tra i due blocchi. Gli Stati occidentali sono consapevoli della loro dipendenza dalla Cina e le sanzioni attuali contro la Russia ridurranno ancora le relazioni tra l'Occidente e il blocco russo-cinese, osserva il Sic.

Instabilità africana
Dal 2021, il continente africano ha registrato un’ondata di sconvolgimenti politici - basti pensare al Mali, al Sudan, al Ciad, alla Guinea, al Burkina Faso e all’Etiopia - il che ha reso instabile tutta la regione. Infine, sempre in termini di instabilità, non si può non accennare alla Siria e all’Afghanistan. Tuttavia, a causa della guerra in Ucraina, tali crisi saranno meno al centro dell’attenzione internazionale, conclude il Sic.

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