
Oggi è la giornata delle donne. In tutte le principali città svizzere svolazzano striscioni viola, si tengono comizi e in strada si radunano migliaia di donne che vogliono combattere le discriminazioni di genere. La giornata culminerà in una grande manifestazione alle 17 nei principali centri urbani. Tutte le donne della Svizzera sono invitate a smettere di lavorare alle 15.24, quando - secondo le statistiche sul divario salariale tra donne uomini - avranno terminato il tempo di lavoro retribuito su una giornata di 8 ore per cominciare a lavorare gratis.
A Berna diverse migliaia di donne si sono radunate sulla Piazza federale alla 11.00 per una prima azione in occasione dello sciopero delle donne. Diverse politiche si sono unite alla manifestazione e sono state accolte dal baccano di pentole e fischietti. Sopra al palco allestito sulla piazza sventolava uno striscione con la scritta "Le donne cambiano la società - ora" e alle finestre di palazzo federale sono stati stesi panni viola.
Per permettere alla parlamentari di partecipare alla manifestazione, la presidente del Consiglio nazionale Marina Carobbio ha sospeso poco prima delle 11.00 la seduta della Camera del popolo. Carobbio ha spiegato che si tratta di un segno di solidarietà verso le donne e contro le discriminazioni legate al genere. "La parità fra i sessi riguarda tutte e tutti noi: la sua realizzazione porterà dei benefici alla società intera, al mondo economico ed è al contempo una questione di giustizia e democrazia", ha aggiunto la prima cittadina svizzera.
A Zurigo la giornata è iniziata con una serie di insolite azioni: nei pressi della stazione di Hardbrücke attiviste con il volto coperto hanno marciato spingendo un carretto sormontato da un enorme clitoride in cartapesta. La processione intende sensibilizzare sui problemi legati alla violenza di genere. Anche la "sindaca" della città sulla Limmat, Corine Mauch (PS), partecipa allo sciopero: assieme alla collega di municipio Karin Rykart (Verdi), si prenderà una pausa di protesta su una sedia a sdraio installata sul Münsterhof, la piazza davanti della cattedrale di Fraumünster, a due passi dalla sede del Municipio.
A Lucerna palloncini rosa svolazzo sulle chiese cattoliche della città: sono stati appesi dalle donne che chiedono maggiore uguaglianza nelle comunità religiose e nella società in generale. Secondo la teologa e assistente pastorale lucernese Simone Marchon, i palloncini hanno lo scopo di rendere visibili le rivendicazioni. L'azione fa parte della mobilitazione nazionale in occasione dello sciopero delle donne con lo slogan "Uguaglianza di trattamento. Punto. Amen.". "La Chiesa è ancora e sempre sostenuta dalle donne, ma guidata dagli uomini", scrive Jacqueline Keune, un'altra teologa lucernese, in un comunicato.
Le campane della chiesa di Bienne hanno suonato oggi alle 11.00 per segnare l'inizio ufficiale dello sciopero nazionale delle donne. Diverse attività si svolgono sulla piazza centrale in vista della marcia di protesta delle 16.45. Lo scopo dei rintocchi di campane è tra le altre cose quello di richiamare l'attenzione sulla questione della violenza contro donne e bambini. L'appello a quest'azione è arrivato dalle case d'accoglienza per donne, indicano le chiese riformate di Berna, Giura e Soletta. Si sono già svolti incontri per celebrare questa giornata anche a Moutier (BE), Delémont, Porrentruy (JU), Saignelégier (JU) e Bassecourt (JU) con allocuzioni e pasti in comune.
A Neuchâtel diverse statue sono state vestite di viola. L'emblematica scultura di David de Pury, sull'omonima piazza, è stata ricoperta con una maglietta del movimento.
A Friburgo le azioni per lo sciopero sono inziate alle 11.00 con una manifestazione sulla piazza Georges-Python. La marcia a favore delle parità partirà alle 18.30, ma durante tutta la giornata e in serata sono previsti concerti, proiezioni, spettacoli teatrali e discorsi.
A Basilea il logo dello sciopero è stato proiettato sulla torre Roche, il più alto grattacielo della Svizzera, ha indicato il sindacato Unia.
In Vallese la manifestazione è iniziata davanti al Parlamento. Un centinaio di attiviste hanno dimostrato per chiedere la parità e hanno organizzato un "picchetto d'onore" al momento dell'ingresso nell'edificio dei deputati. Le dimostranti hanno scandito slogan ed esposto striscioni sui quali si leggeva "Tutti uguali", "Rendite equilibrate" e "Stop alla violenza". Nel suo discorso in occasione dell'ultimo giorno della sessione, il presidente del Gran Consiglio Gilles Martin (PPD) ha definito lo sciopero delle donne "una giornata per mettere in valore le donne". Su sua iniziativa, è stato osservato un momento di silenzio per sensibilizzare i parlamentari al tema della violenza contro le donne.
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