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Svizzera
La Francia a caccia degli "esiliati" fiscali in Svizzera
Redazione
14 anni fa

La Francia adotta misure più severe nella caccia ai cosiddetti "esiliati" fiscali in Svizzera, per mezzo di nuove norme pubblicate all'indomani di Natale. La notizia, apparsa oggi su "Le Temps", è stata confermata dal Dipartimento federale delle finanze (DFF). Le conseguenze per i cittadini francesi che godono di un forfait fiscale nella Confederazione potrebbero essere pesanti. Il testo, pubblicato il 26 dicembre sul Bollettino ufficiale delle finanze pubbliche (Bofi), concerne i Francesi che esercitano ancora un'attività professionale nel loro paese o vi percepiscono dei dividendi, ma che hanno un permesso di dimora in Svizzera, dove godono di agevolazioni fiscali. Berna non è stata avvertita ufficialmente del passo operato da Parigi, precisa Roland Meier, portavoce del DFF, che aggiunge "siamo stati informati da terzi". In base alla nuova norma, in vigore dal 1. gennaio, la Francia non accorderà più il beneficio della convenzione di doppia imposizione per i suoi cittadini che vivono in Svizzera e pagano un forfait fiscale definito "maggiorato". Il regime di tolleranza esisteva dal 1972 e permetteva ai Francesi di pagare le tasse soltanto in Svizzera - ad eccezione di un prelievo forfettario sui dividendi - essendo considerati come fiscalmente domiciliati in questo paese. Per avere diritto a questo trattamento di favore essi accettavano di pagare le imposte in Svizzera sotto forma di un forfait fiscale "maggiorato", partendo da una stima sulle spese e non dal reddito. L'amministrazione fiscale elvetica, in cambio di ciò, consegnava un attestato di domicilio fiscale, che permetteva di beneficiare della convenzione di doppia imposizione tra Francia e Svizzera firmata nel 1966. Ora questa tolleranza è finita. ATS

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