
Nel 2025 la franchigia IVA nel traffico turistico è stata ridotta a 150.-, tra i vari motivi, anche per incentivare gli acquisti in Svizzera. La misura, però, sembra non sortire l'effetto sperato. Stando ad uno studio di Swiss Retail Federation e BAK gli acquisti nei paesi confinanti alla Confederazione sono aumentati ulteriormente. Il fenomeno sembra confermarsi anche in Ticino. Ticinonews ha affrontato la questione con la presidente di Federcommercio Ticino Lorenza Sommaruga, che non nega le difficoltà: «È un'evoluzione negativa per noi, si percepisce che gli acquisti oltrefrontiera sono rimasti invariati se non aumentati. L'abbassamento della franchigia non ha creato le premesse per fare da deterrente».
Le difficoltà legate al turismo degli acquisti
L'abbassamento della franchigia non ha quindi creato - come confermatoci da Sommaruga - le premesse per fare da deterrente. La ricerca identifica diversi fattori che svantaggiano il commercio in Svizzera, rispetto all'Ue: dei fattori culturali, con i prezzi che sono percepiti come più bassi all'estero, dei costi operativi più alti per le imprese svizzere e dei margini di manovra minori per le stesse. Diversi fattori che portano alla situazione attuale in cui, secondo i ricercatori, vengono a mancare circa 10 miliardi di franchi di cifra d'affari all'anno. La congiuntura è resa più complicata anche da fattori economici, nello specifico il corso di cambio record del franco nei confronti dell'euro. «Questo sicuramente crea dispiacere e preoccupazione tra i commercianti. Rischia di essere un incentivo ulteriore per fare la spesa oltrefrontiera», spiega la presidente di Federcommercio, che proprio per questo motivo prevede di mettersi al tavolo con i propri soci, con lo scopo di cercare possibili soluzioni alternative.
Piattaforme online, ma anche ottimismo
Ma non è solo il turismo degli acquisti a pesare sui commercianti svizzeri e ticinesi, bensì anche la concorrenza delle piattaforme online cinesi. Da questo punto di vista, spiega sempre Sommaruga, è importante prendere in conto anche una possibile perdita di qualità nei prodotti. «Molto spesso viene consegnata della merce che non soddisfa il consumatore, crea traffico nei trasporti, e - non conoscendo quale sia il controllo che viene fatto - mette forse un po' in pericolo il consumatore». Nonostante le difficoltà, i commercianti restano però positivi, credendo negli sforzi che sono già in atto per assicurare la propria competitività. «Stare al passo con questa velocità resta sempre più difficile ma so che ce la possiamo fare, conosco il problema, ho anche io dei negozi. Però quello che si sta facendo è un ottimo lavoro, ce la si mette tutta».

