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Svizzera
La Fondazione dei consumatori accusa la Posta di greenwashing
Ats
3 ore fa
Secondo l'organizzazione, anche le aziende che si impegnano a favore dell'ambiente devono comunicarlo in modo chiaro e conforme alla legge - Promesse di sostenibilità vaghe, esagerate o impossibili da verificare rischiano di minare la fiducia dei consumatori

La Fondazione per la protezione dei consumatori (Stiftung für Konsumentenschutz, SKS) accusa la Posta di greenwashing. Secondo l'organizzazione, infatti, l'azienda pubblicizzerebbe i propri servizi come «climaticamente neutrali» nonostante tale definizione - affissa su veicoli, cassette delle lettere, sul sito internet e sulle spedizioni - sia fuorviante e contraria alla legge. L'ex regia federale rispedisce le accuse al mittente.

La questione

In un comunicato diffuso oggi, la fondazione ricorda che dall'inizio del 2025 la Legge federale contro la concorrenza sleale (LCSI) vieta esplicitamente le indicazioni climatiche ingannevoli. Nonostante questo divieto, la Posta continuerebbe a utilizzare il termine in diversi canali di comunicazione. Secondo l'organizzazione, anche le aziende che si impegnano a favore dell'ambiente devono comunicarlo in modo chiaro e conforme alla legge. Promesse di sostenibilità vaghe, esagerate o impossibili da verificare rischiano infatti di minare la fiducia dei consumatori. L'organizzazione chiede quindi alla Posta di «adeguare immediatamente tutte le promesse riconducibili al greenwashing», eliminando dalla propria comunicazione termini ritenuti illegali come «climaticamente neutro».

La replica

Da parte sua, l'ex regia federale sottolinea di attuare «misure concrete per una maggiore protezione del clima». In una presa di posizione inviata a Keystone-ATS, la società ricorda che circa il 70% della sua flotta di recapito è già elettrica, che in molte città la distribuzione avviene interamente con veicoli elettrici e che procede anche l'elettrificazione dei bus postali. «Per noi la riduzione effettiva delle emissioni di CO2 resta l'obiettivo centrale», afferma l'azienda. La Posta precisa inoltre di non parlare più dal 2024 di «recapito climaticamente neutro», preferendo espressioni come «recapito con veicoli elettrici» o «recapito elettrico». Ammette tuttavia di non aver ancora completato l'adeguamento della propria comunicazione e di continuare a lavorare per renderla conforme ai requisiti più recenti, mantenendola al contempo chiara e comprensibile.