
Oltralpe è polemica su un incontro, tenutosi due sabati or sono in una capanna alpina svittese, tra un centinaio di simpatizzanti neonazisti del Gruppierung Nationale Aktionsfront (NAF).
Come riferito negli scorsi giorni dal Blick e dal Tages Anzeiger, le autorità sapveno infatti dell'incontro ma non hanno fatto molto per impedirlo. Uno degli organizzatori, il chitarrista di una rock-band tedesca di estrema destra che inneggia, tra le altre cose, alla castrazione degli omosessuali, voleva entrare in Svizzera il giorno precedente all'incontro. L'uomo è stato intercettato a Sciaffusa dalle Guardie di frontiera, che non hanno potuto far altro che sequestrargli libri e volantini nazisti per poi lasciarlo passare in quanto a suo carico non vi era alcun divieto d'entrata.
Tra i partecipanti molti erano cittadini elvetici legati al Partei National Orientierter Schweizer (PNOS), altri invece provenivano proprio dalla Germania. Sollecitata dai quotidiano, la polizia cantonale svittese ha spiegato di aver tenuto sotto controllo il meeting e di aver annotati i numeri di targa dei partecipanti. Laconico in questo senso il titolo del 'Tagi': "Là dove i neonazisti possono odiare in pace", con tanto di fotografia della capanna e del bucolico paesaggio alpino.
Non è la prima volta che Svitto balza agli onori della cronaca per fatti analoghi a questo: lo scorso aprile, come ricorderete, un gruppo di estremisti aveva sfilato per le vie della capitale cantonale vestiti da membri del Ku-Klux-Klan.
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