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Svizzera
La disoccupazione sale al 4,9% nel quarto trimestre
Foto CdT/Gabriele Putzu
Foto CdT/Gabriele Putzu
Lara Sargenti
6 anni fa
Il numero di persone occupate in Svizzera è rimasto invariato. Cresce leggermente il numero di occupati stranieri (+0,2%), con i frontalieri in aumento del 1,7%

Il numero di persone occupate in Svizzera tra il quarto trimestre 2019 e lo stesso trimestre del 2020 è rimasto invariato, anche se le ore di lavoro settimanali effettive per ogni impiegato sono diminuite del 2,0%. Nello stesso periodo, il tasso di disoccupazione ai sensi dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) è salito, passando dal 3,9 al 4,9% in Svizzera. È quanto si evince dalla rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS), pubblicata oggi dall’Ufficio federale di statistica.

Occupazione
Negli ultimi tre mesi dell’anno 2020 le persone occupate in Svizzera erano 5,135 milioni, un numero quasi identico a quello dello stesso trimestre dell’anno precedente (5,137 milioni). Il numero degli uomini occupati si è ridotto dello 0,1%, mentre quello delle donne ha segnato una progressione dello 0,1%. In termini di equivalenti a tempo pieno (ETP), tra i due trimestri considerati l’occupazione totale è in aumento dello +0,6% (uomini: +0,3%; donne: +1,2%). Tra il terzo e il quarto trimestre 2020 il numero di persone occupate e quello di ETP ha registrato un incremento rispettivamente dello 0,5 e dello 0,6%.

Lavoratori svizzeri e stranieri
Nello stesso periodo il numero di persone occupate di nazionalità svizzera è leggermente diminuito (-0,1%), mentre quello di nazionalità straniera è leggermente aumentato (+0,2%). All’interno di quest’ultima categoria sono in aumento i frontalieri (permesso G: +1,7%), seguiti dai titolari di un permesso di domicilio (permesso C: +1,2%). Il numero delle persone titolari di un permesso di dimora (permesso B o L, in Svizzera da almeno 12 mesi), è invece rimasto stabile, mentre è diminuito sensibilmente (-22,9%) quello delle persone titolari di un permesso per dimoranti temporanei (permesso L, in Svizzera da meno di 12 mesi).

Disoccupazione in Svizzera e in Europa
Nel quarto trimestre 2020 le persone che risultavano disoccupate erano 246’000, ovvero 54’000 in più rispetto all’anno prima, una quota (4,9%) superiore a quella osservata nel quarto trimestre del 2019 (3,9%). Rispetto al trimestre precedente, il tasso di disoccupazione è salito di 0,2 punti percentuali, passando dal 5,0 al 5,2%.

Tra il quarto trimestre 2019 e il quarto trimestre 2020 la disoccupazione è aumentata anche nell’UE, (passando dal 6,6 al 7,5%) e nella zona euro (ZE19: dal 7,4 all’8,3%).

Disoccupazione giovanile
Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) è invece calato, passando dal 7,7 al 7,3%. Non si registra la stessa tendenza in Europa: si sono registrati incrementi sia nell’UE (dal 14,8 al 17,4%) e nella zona euro (ZE19: dal 15,5 al 18,1%).

Disoccupazione secondo varie caratteristiche
Nel paragone su base annua, il tasso di disoccupazione ha registrato una progressione sia nella fascia di età compresa tra i 25 e i 49 anni (dal 3,5 al 5,2%), che in quella tra i 50 e i 64 anni (dal 3,4 al 4,1%). L’aumento si è registrato anche tra gli uomini (dal 3,7 al 4,5%), tra le donne (dal 4,1 al 5,4%), così come per tutti i livelli di formazione (nessuna formazione postobbligatoria: dal 6,7 al 7,6%; formazione di grado secondario II: dal 4,0 al 5,1%; formazione di grado terziario: dal 3,0 al 3,9%). Durante lo stesso periodo, il tasso di disoccupazione è aumentato per le persone di nazionalità svizzera (dal 3 al 3,8%) e per quelle di nazionalità straniera (dal 6,3 al 7,9%).

Durata della disoccupazione
Per quanto riguarda la durata del periodo senza lavoro, il numero di persone disoccupate di lunga durata (1 anno o più) si è attestato a quota 89’000 (in aumento di 22’000 persone rispetto al quarto trimestre 2019). La quota di disoccupati di lunga durata sul totale dei disoccupati è salita (dal 34,6 al 35,9%), mentre la durata mediana di disoccupazione si è allungata (da 215 a 234 giorni).

Forte calo delle ore di lavoro nel ramo dei servizi di alloggio e ristorazione
In un anno la durata settimanale effettiva di lavoro per persona occupata è diminuita del 2,0%. Il calo maggiore è stato registrato per il ramo «Servizi di alloggio e di ristorazione» (–13,9%), seguito dai rami «Trasporto e magazzinaggio» (–6,3%) e «Attività artistiche, di intrattenimento, presso economie domestiche, altro» (–5,2%). I rami nei quali è stata invece constatata una progressione sono «Amministrazione pubblica» (+3,8%) e «Attività finanziarie e assicurative» (+1,7%). Nello stesso lasso di tempo, la durata del lavoro settimanale effettivo si è ridotta più per i lavoratori indipendenti (–5,1%) che per quelli dipendenti (–1,6%). Nel quarto trimestre 2020, il numero medio di giorni di vacanza è diminuito rispetto allo stesso trimestre del 2019 (–19,3%). Questa riduzione delle ferie ha attenuato il calo della durata settimanale effettiva del lavoro.

Di nuovo in aumento il telelavoro tra lavoratori dipendenti
Nel quarto trimestre 2020, il 40,7% delle persone nella categoria dei dipendenti ha lavorato a domicilio almeno occasionalmente (nel 2019, nello stesso periodo, la quota si attestava al 29,3%). È in aumento di 4,8 punti rispetto al terzo trimestre 2020, pur restando inferiore rispetto al secondo trimestre (44,2%) quando si era in pieno lockdown. A esser maggiormente toccati dal telelavoro sono i rami dell’informazione e comunicazione (85,8%) e attività finanziare e assicurative (74,8%), che rimangono a livelli simili a quelli del secondo trimestre 2020.

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