
La sicurezza della Svizzera passa dalla cooperazione internazionale. È il messaggio di Eva Wildi-Cortés, da oltre un anno alla guida dell’Ufficio federale di polizia, in un'intervista rilasciata al Blick, in cui affronta diversi temi a cui è confrontata la polizia federale.
La collaborazione con altri enti
La prima domanda si concentra sulla cosiddetta iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni», lanciata dall'UDC, che potrebbe rimettere in discussione gli accordi con l’UE. Wildi-Cortés ribadisce di non voler esprimere un parere politico, ma fornire una valutazione tecnica: «I criminali non si fermano ai confini nazionali», sottolinea, difendendo il ruolo centrale anche della collaborazione con Europol. «La perdita degli attuali strumenti di cooperazione di polizia renderebbe il nostro lavoro molto più difficile e non renderebbe la Svizzera più sicura. Al contrario: più intensamente cooperiamo con le autorità di sicurezza internazionali, meglio è. In ambito specialistico si dice: «cooperate or die», cooperare o morire. Tutto ciò che limita la cooperazione è pericoloso».
Crans-Montana e la mafia corsa
Riguardo alla tragedia di Crans-Montana, Wildi-Cortés ricorda che Fedpol ha facilitato i contatti con le autorità estere e contribuito all’identificazione delle vittime. Sui presunti contatti con la mafia corsa attribuiti ai coniugi Moretti, sottolinea come questa organizzazione sia presente da tempo in Svizzera. «Non è una novità», afferma, ricordando diversi casi di rapine negli ultimi decenni: una rapina a una filiale UBS nel 1990, una rapina a Marin (NE) nel 2004, e un assalto a una banca a Le Locle.
Più strumenti contro la criminalità organizzata
Proprio nella lotta contro la criminalità organizzata Wildi-Cortés chiede strumenti più incisivi e moderni. La mafia, spiega, è molto attiva nel traffico di droga, armi e nella tratta di esseri umani, con forti ramificazioni nel riciclaggio di denaro. «Follow the money» resta la strategia chiave. È in preparazione un piano nazionale, in collaborazione con i Cantoni, e un pacchetto legislativo per rafforzare la lotta.
Nuove minacce
Tra le nuove minacce, spicca il fenomeno del «crime as a service»: giovani vengono reclutati online per commettere reati su commissione, dai furti d’auto alle attività di supporto logistico, con promesse di denaro. Parallelamente cresce la pressione della pedocriminalità, con un aumento delle segnalazioni e l’uso crescente dell’intelligenza artificiale per produrre contenuti illegali.
La predecessora
Wildi-Cortés prende infine le distanze dalle polemiche che hanno segnato la gestione della sua predecessora Nicoletta della Valle e rivendica uno stile basato su fiducia e responsabilità condivisa. L’obiettivo, ribadisce, resta uno solo: rafforzare la sicurezza del Paese in un contesto sempre più globale.

