
Si estendono su più anni di quanto supposto le pratiche di ottimizzazione fiscale della consigliera nazionale socialista Margret Kiener Nellen, personalità da anni attiva contro il segreto bancario e i privilegi tributari di globalisti e super-ricchi che si trova ora nella bufera in Svizzera perché rivelatasi una multimilionaria dal reddito zero: lo sostiene la "Weltwoche", che dopo aver fatto scoppiare il caso la settimana scorsa torna oggi alla carica, facendo i conti in tasca alla deputata bernese. Il settimanale - che per bocca del suo direttore Roger Köppel intendeva mettere alla berlina non le pratiche fiscali in quanto tali, ma quella che considera la doppia morale della donna politica - aveva rivelato come l'ultima tassazione disponibile, risalente all'anno 2011, Kiener Nellen mostrasse un patrimonio di 12,35 milioni a fronte di un reddito nullo. Questo, stando a quanto affermato dalla stessa parlamentare socialista, grazie a un versamento da parte del marito, l'imprenditore Alfred Nellen, alla cassa pensioni per un importo di 400'000 franchi, deducibili dal reddito. L'uomo dovrà sì pagare le imposte al momento del pensionamento a 65 anni, vale a dire nel 2017: ma a quel punto potrà beneficiare di un'aliquota privilegiata. Stando ai calcoli della "Weltwoche" verserà 30'000 invece che 142'000 franchi. Il risparmio è quindi di 112'000 franchi. Un modus operandi che qualcuno aveva visto in contraddizione con l'attività di Kiener Nellen in parlamento: in una interpellanza dell'ottobre 2005 l'allora sindaca di Bolligen (BE) chiedeva personalmente al Consiglio federale cosa intendesse fare per eliminare le "scappatoie fiscali" nel secondo pilastro. Negli ultimi anni Kiener Nellen si è inoltre profilata con forza nella caccia a chi paga poche imposte. Attualmente è molto impegnata nella campagna del partito socialista per l'iniziativa "Basta ai privilegi fiscali dei milionari", sull'imposizione forfettaria. Ai microfoni della televisione tedesca ARD l'avvocata 61enne si era anche detta contenta della pressione politica e diplomatica proveniente dall'estero affinché la Svizzera chiudesse le oasi fiscali esotiche. Kiener Nellen aveva pure auspicato le dimissioni del consigliere federale Johann Schneider-Ammann. Quando era alla testa del gruppo Ammann l'attuale ministro dell'economia aveva ottimizzato le imposte spostando denaro sull'isola di Jersey e a Lussemburgo. "Una persona così deve assumere un ruolo di modello", aveva reagito la deputata bernese lo scorso febbraio parlando alla televisione svizzero tedesca SRF. Aveva anche chiesto a Schneider-Ammann di rivelare i contorni dei piani di elusione fiscale del gruppo Ammann e di dire quanti milioni di franchi erano in tal modo sfuggiti alle autorità tributarie. L'interessata non vede però contraddizioni. Il suo caso "non è minimamente paragonabile" a quello di Schneider-Ammann, perché non sono stati utilizzati costrutti off-shore, si è difesa venerdì scorso Kiener Nellen in una conferenza stampa indetta all'indomani delle rivelazioni del settimanale. La consigliera nazionale ha affermato di essersi spaventata, quando ha visto lo zero nella decisione di tassazione. "Per me è chiaro che un reddito di zero suscita qualche domanda in relazione a una donna politica di sinistra", ha proseguito. La deputata ha detto di aver pensato che i propri ricavi avrebbero compensato l'importo versato dal marito al secondo pilastro. Questo però non è successo e non è stato possibile fare nulla: "non si può dire all'autorità fiscale 'non voglio questa deduzione'". Kiener Nellen ha ammesso errori, ha dichiarato di essere stata "ingenua" e ha sostenuto che avrebbe dovuto intervenire più energicamente sul coniuge, che però - ha aggiunto - ha la sua indipendenza. "Io e mio marito siamo semplici 'Chrampfer'" (in dialetto bernese persone che lavorano tanto e in modo duro), ha puntualizzato, aggiungendo che la coppia non dispone di consulenti fiscali. I due inseriscono semplicemente i dati della tassazione online per poi "guardare cosa viene fuori". Stando alla ricostruzione della "Weltwoche" i coniugi Nellen non appaiono però sprovveduti in materia. Gli utili dell'azienda del marito, la Amax, sono infatti stati trasferiti in una holding apposita. Un modo di procedere legale che però stando al settimanale serve proprio ad evitare l'aumento del reddito personale del proprietario d'azienda. Inoltre - e qui lo stesso periodico rivela oggi nuovi dettagli - il fatto di avere reddito zero comporta altri risparmi. Nel canton Berna infatti chi non può disporre di un reddito dal patrimonio si vede la sostanza tassata non con l'aliquota normale del 6-7 per mille, bensì con il tasso assai inferiore del 2,4 per mille. Su 12,35 milioni il risparmio è tutt'altro che indifferente, pari a 56'810 franchi. Secondo la "Weltwoche" si tratta di un "trucco fiscale" assai noto nel cantone dell'orso. Il settimanale torna però a puntare i riflettori anche sul reddito e volge lo sguardo agli anni precedenti al 2011. Se nell'ultima tassazione il versamento di 400'000 franchi alla cassa pensione spiega l'azzeramento del reddito, che dire degli anni dal 2007 al 2010, quando il reddito imponibile era compreso fra 122'000 e 241'000 franchi? Come sono possibili queste cifre - si chiede il giornalista - considerando che il reddito lordo, calcolato in modo prudenziale, dovrebbe aggirarsi su un importo superiore a 500'000 franchi? Il marito è un imprenditore con un'azienda che va a gonfie vele (200'000 franchi), lei è avvocata con studio proprio (150'000), consigliera nazionale (70-100'000 franchi) e presidente della fondazione dell'Inselspital di Berna (30-50'000). La coppia ha inoltre immobili che generano pigioni. Secondo la "Weltwoche" "una tassazione così bassa è possibile solo grazie a una pianificazione fiscale - leggi ottimizzazione - intelligente". "Kiener Nellen conosce quindi assai bene le pratiche che quale politica critica appassionatamente". La bufera mediatica che si è sollevata in questi giorni ha fatto peraltro riaffiorare un altro caso riguardante l'avvocata. Nel 2006 aveva lasciato la carica di presidente dell'associazione inquilini del canton Berna MVB quando era emerso che, come proprietaria a Habstetten, frazione di Bolligen, aveva ripetutamente violato il diritto locativo, chiedendo più del dovuto agli inquilini. All'epoca aveva ammesso errori.
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