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La Corte UE sconfessa l'Austria, "In secondo piano la tutela dei salari"
La Corte UE sconfessa l'Austria, "In secondo piano la tutela dei salari"
La Corte UE sconfessa l'Austria, "In secondo piano la tutela dei salari"
Redazione
8 anni fa
La decisione di dichiarare illegale una disposizione per lottare contro il dumping salariale preoccupa i sindacati svizzeri

Come emerso questa mattina, un nuovo episodio potrebbe ulteriormente complicare i negoziati per l'accordo istituzionale fra Svizzera e UE. In una decisione resa nota martedì, la Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) ha dichiarato illegale una disposizione emessa dall'Austria per lottare contro il dumping salariale (vedi articolo suggerito).

Daniel Lampart, dell'Unione sindacale svizzera (USS), ha dichiarato a Keystone-ATS che la sentenza della CGUE mostra una volta di più come l'accesso al mercato abbia più peso della tutela dei salari. In settembre, il capo economista si era pronunciato in favore di un'interruzione delle discussioni sull'accordo istituzionale. Fino a due anni fa, Vienna imponeva alle aziende straniere una scadenza del termine per notificare l'invio di manodopera, analogamente a quanto succede in Svizzera con la regola degli otto giorni.

Secondo quanto reso noto a fine ottobre dal Consiglio federale, la conclusione dei negoziati tra Svizzera e UE sarebbe vicina. Il governo dovrebbe decidere entro la fine di novembre che seguito dare all'intero iter. Ma in sospeso rimangono ancora questioni delicate e dai partiti trapela un certo scetticismo.

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