
La Svizzera ha dichiarato il proprio sostegno nei confronti della Corte penale internazionale (CPI) in risposta alle sanzioni imposte oggi dagli Stati Uniti contro l'organo giurisdizionale.
«In quanto tribunale di ultima istanza, la CPI svolge un ruolo importante nella lotta contro l'impunità per i più gravi crimini internazionali», scrive il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in un messaggio su X.
«La Svizzera respinge ogni tipo di sanzioni, minacce o altre misure volte a compromettere l'indipendenza della Corte e la sua capacità di adempiere al proprio mandato», affermano i servizi di Ignazio Cassis sulla piattaforma.
La Confederazione ribadisce il suo appoggio verso la CPI in qualità di istituzione giuridica imparziale e indipendente, precisa il DFAE.
La presa di posizione della Svizzera fa seguito alla decisione dell'amministrazione USA di imporre sanzioni nei confronti della CPI.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato oggi di voler vietare le transazioni con il tribunale per tagliarne le risorse e paralizzarne la capacità operativa.
L'annuncio è giunto poche ore dopo l'assegnazione del premio Nobel per la pace alla giurista sudafricana Navanethem Pillay, ex giudice della Corte dal 2003 al 2008. Le misure punitive non sono giunte inaspettate, poiché l'amministrazione statunitense aveva già minacciato di adottarle e in precedenza aveva imposto sanzioni contro 13 giudici e procuratori.
La CPI ha condannato le sanzioni, definendole «un attacco allo Stato di diritto e agli stessi fondamenti dell'ordine giuridico internazionale, che infligge un duro colpo al principio fondamentale secondo cui nessuno è al di sopra della legge». Anche la Commissione europea ha espresso preoccupazione per l'iniziativa statunitense.
Con sede all'Aia, nei Paesi Bassi, la CPI opera al di fuori delle Nazioni Unite (ONU). Attualmente vi aderiscono 125 Stati parte, i quali hanno ratificato lo Statuto di Roma. Dal 2002 persegue i crimini di guerra, i crimini contro l'umanità e il genocidio. La Svizzera è uno dei membri fondatori. Stati Uniti, Cina, Israele e Russia non ne fanno parte.

