
La Confederazione dovrà versare a una fondazione circa dieci milioni di franchi a causa di una decisione illecita dell'Autorità federale di vigilanza sulle fondazioni (AVF). Lo da deciso il Tribunale amministrativo federale (TAF). Contro tale sentenza, i dipartimenti delle finanze (DFF) e dell'interno (DFI) hanno deciso di non inoltrare ricorso, indica oggi il Consiglio federale.
Il caso
Il caso risale a oltre 20 anni fa: nel 1998 una donna aveva dichiarato sua unica erede la fondazione da lei costituita. Dopo la sua morte, avvenuta nel 2000, sono emersi conti non dichiarati per oltre dieci milioni di franchi. A quel punto, un membro del consiglio di fondazione ha sostenuto che una parte del denaro gli appartenesse. Nel 2001, l'allora curatore della fondazione propose all'AVF una ripartizione amichevole del denaro. Alla fine dello stesso anno, l'autorità di vigilanza approvò la proposta. Successivamente, i tribunali giunsero tuttavia alla conclusione che il membro del consiglio di fondazione non avesse diritto al denaro assegnatogli. Alla fondazione è così sorto un danno di circa 12 milioni di franchi, in quanto avrebbe avuto diritto a tutto l'importo e non soltanto alla parte assegnatale.
La Confederazione deve risarcire la fondazione
Nella sua sentenza, il TAF ha ora deciso che la Confederazione deve risarcire la fondazione con quasi sei milioni di franchi più gli interessi, cioè circa dieci milioni di franchi in totale. Competenti per le questioni di responsabilità dello Stato, DFI e DFF hanno deciso di rinunciare al ricorso, accettando così la sentenza, precisa il Consiglio federale.

