
«FFS Cargo deve essere gestita dalla confederazione, perché la mobilità delle persone e delle merci fanno parte del servizio universale» spiega Philipp Hadorn, responsabile del SEV per FFS Cargo. In veste di Consigliere Nazionale dovrà decidere sull’oggetto ‘organizzazione dell'infrastruttura ferroviaria’ (OIF), in stretta relazione al rapporto del Consiglio Federale. «Se il gruppo FFS non riesce a garantire il servizio pubblico, è compito della Confederazione colmare la lacuna».
Non una questione di concorrenza Per Philipp Hadorn la delocalizzazione di FFS Cargo per incentivare la concorrenza è una questione puramente ideologica: «il libero accesso alla rete ferroviaria svizzera esiste dal 1999. Malgrado ciò, FFS Cargo non ha risentito sino ad oggi la concorrenza nel traffico a carri completi isolato. Le elevate spese fisse e il rischio di grosse perdite finanziarie riducono l’interesse perché mancano i presupposti per generare utili. Questo non cambierà con la delocalizzazione».
Niente conclusioni affrettate Secondo Philipp Hadorn, attualmente non persiste nessuna necessità di modificare il modello della gestione della proprietà di FFS Cargo per rafforzare il traffico merci su rotaia.«Proprio per questo motivo all’inizio del 2017 è stata revisionata la Legge sul trasporto delle merci. Grazie a ciò il traffico merci riceve, per esempio, migliori tracce, ma i primi piani di utilizzazione della rete saranno applicati solo con l’orario 2018. Per questo motivo bisogna dapprima analizzare l’impatto della revisione, prima di prendere decisioni gravide di conseguenze», sostiene Hadorn. «Prendere una decisione troppo affrettata non è una buona cosa, soprattutto in relazione alle strutture di proprietà di FFS Cargo International».
Questa posizione è condivisa anche dalla segretaria sindacale e Consigliera Nazionale Edith Graf-Litscher. «È sensato discutere il modello della gestione della proprietà al di fuori del progetto OIF e applicare per ora gli altri punti. In questo modo avremo il tempo necessario per analizzare il modello della gestione della proprietà. Questo è importante e necessario», puntualizza la vicepresidente della commissione dei trasporti del Consiglio Nazionale. «Una decisione affrettata potrebbe rivelarsi controproducente, poiché indebolirebbe il traffico merci su rotaia con il rischio di un trasferimento sulla strada».
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