
A sorpresa, la Banca nazionale ha deciso oggi di abbandonare la soglia minima di 1,20 franchi per un euro, che era stata introdotta nel settembre 2011.
Nel contempo ha abbassato il tasso di interesse applicato ai patrimoni delle banche sui conti giro dell'istituto, da -0,25% a 0,75%.
La mossa della BNS giunge a sorpresa: non più tardi di dieci giorni fa il presidente Thomas Jordan aveva infatti detto in un'intervista televisiva che la soglia minima era "assolutamente centrale" e irrinunciabile.
"L'introduzione della soglia minima ha avuto luogo in un periodo di estrema sopravvalutazione del franco e di forte inquietudine sui mercati finanziari", spiega la BNS in un comunicato. "Questa misura eccezionale e temporanea ha preservato l'economia svizzera da gravi danni. Il franco resta oggi a un livello elevato, ma dall'introduzione della soglia minima la sua sopravvalutazione si è nel complesso attenuata. L'economia ha potuto approfittare di questa fase per adattarsi alla nuova situazione."
"Le disparità tra le politiche monetarie condotte nelle principali zone monetarie sono fortemente aumentate in questi ultimi tempi e potrebbero ancora accentuarsi", scrive ancora la BNS. "L'euro si è molto indebolito rispetto al dollaro americano, ciò che ha condotto ugualmente a un deprezzamento del franco rispetto al dollaro. In questo contesto, la Banca nazionale è giunta alla conclusione che non è più giustificato mantenere la soglia minima."
"In modo che la soppressione della soglia non conduca a un inopportuno indurimento delle condizioni monetarie, la Banca nazionale abbassa considerevolmente i tassi d'interesse" si legge ancora nel comunicato. "In futuro, la BNS continuerà a prendere in considerazione la situazione sui mercati dei cambi per definire la sua politica monetaria. Inoltre interverrà secondo le necessità su questo mercato al fine di influenzare le condizioni monetarie."
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